Arriva Flormart, inizia la rivoluzione

Elvira SciglianoApre mercoledì (per chiudere venerdì 23 settembre) la 71ma edizione di Flormart, la fiera del florovivaismo made in Italy dall'anima internazionale. La manifestazione sarà organizzata per la prima volta da Fiere di Parma e sono attesi 200 buyer esteri, oltre agli operatori italiani. In esposizione le piante per giardini a basso consumo di acqua, quelle per la nuova foresta urbana, per il verde tecnologico a corredo degli edifici, gli impianti d'irrigazione con i nuovi software che riducono al minimo l'impiego di acqua, le macchine per le cure colturali di parchi e giardini. Tra i temi discussi, la doppia emergenza dell'aumento dei costi energetici e della carenza idrica con, tra gli altri, Stefano Patuanelli, ministro per le politiche agricole, agroalimentari e forestali e Luca Zaia, presidente della Regione. Padova, come da tradizione, sarà una delle protagoniste della Fiera con le sue 169 imprese florovivaistiche (di cui 40 del distretto di Saonara), su un totale di 516 imprese del settore presenti in Veneto. Con un valore della produzione pari a 182 milioni di euro, il florovivaismo veneto rappresenta il 7% della produzione italiana: a livello regionale, il primato spetta proprio alla provincia di Padova. In occasione del Salone internazionale Flormart, lo stand del distretto florovivaistico sarà al centro dell'area espositiva e rappresenterà una vetrina unica per incontrare gli operatori e i buyer stranieri. Per info: https: //flormart. it/. «La collaborazione con Fiere di Parma ha contribuito a far crescere l'evento nei contenuti e nella dimensione internazionale, ma il Salone resterà saldamente ancorato a Padova», commenta Nicola Rossi, presidente di Padova Hall. «È un'edizione speciale, nel segno della ripartenza, perché segna il ritorno in presenza dopo la sospensione imposta dal Covid e perché inaugura le nuove collaborazioni. Se per le aziende padovane Flormart ha rappresentato e vuole rappresentare un volano di crescita, anche per la manifestazione il confronto e lo scambio con il territorio di riferimento restano fondamentali perché contribuiscono a far nascere idee e a far evolvere il progetto». Flormart è dunque la debuttante al grande ballo della rivoluzione Fiera, con tanto di piano industriale da 48,5 milioni, presentato dal direttore Marco Valsecchi.Il valzer gira intorno al Centro Congressi. Le aspettative sono da star: 75-80 mila presenze, 7, 5 milioni di euro di fatturato all'anno (Firenze, solo con i servizi ne fa 3 milioni e Milano viaggia nell'ordine dei 30-40 milioni di euro all'anno) atteso per il 2026. Entro la fine dell'anno sono in calendario 60 congressi per 25 mila persone; al momento l'anticipo è di 10 mila persone per 30 eventi già realizzati, soprattutto a vocazione medica. Il futuro si gioca su quattro grandi temi: l'aumento del capitale da parte dei soci pubblici (Provincia, Comune e Camera di Commercio), un pool di banche, la vendita di immobili di proprietà di Padova Hall. Infine l'ingresso di un socio privato. Si rumoreggia molto su chi potrebbe essere, di sicuro un fondo e a questo proposito Valsecchi ha già incontrato due, tre soggetti interessati, ma la momento si sa solo che sono italiani e che la regola sarà a chi offre di più. --© RIPRODUZIONE RISERVATA