Una frenata in curva ha ucciso Nicholas Verso l'archiviazione

San Pietro Viminario Si chiude con una richiesta di archiviazione presentata al giudice per le indagini preliminari dal pubblico ministero Marco Brusegan, l'inchiesta aperta sulla morte di Nicholas Menato, il 29enne di San Pietro in Viminario morto domenica 26 giugno, a causa di un incidente stradale mentre era in sella alla moto del cognato. Il pubblico ministero aveva richiesto la consulenza del perito Gianfranco Pellizzaro. L'obiettivo ricostruire il film di quella sbandata mortale, capire se il guard rail fosse stato a norma e verificare la conformità della moto Ducati usata da Nicholas. Alla fine tutte le indagini hanno portato ad escludere ogni responsabilità a carico di terzi. Nicholas, mentre stava rientrando da una gita nei Colli Euganei in compagnia della fidanzata e del cognato, pare abbia frenato in curva e, a causa dell'alta velocità, abbia perso il controllo della moto finendo fuori strada e andando a sbattere contro il guard rail. L'impatto è stato violentissimo. Il 29enne è morto sul colpo per la rottura dell'aorta toracica, contusioni multiple polmonari, emotorace con shock emorragico ed insufficienza respiratoria acuta. L'incidente era avvenuto verso le 12.30 di domenica 26 luglio tra la fine di via San Pietro Viminario e l'inizio di via Granze, in una semicurva dove la strada è piuttosto stretta e dove sono successi altri schianti. Proprio in quel punto anni fa aveva perso la vita un automobilista del posto. Nicholas Menato era un agente di commercio per una ditta di Selvazzano che opera nel settore del trattamento dell'aria e viveva con la compagna Samantha Tramontan in piazza della Libertà a San Pietro Viminario. --alice ferretti