A quasi 82 anni riapre il suo storico bar «Era chiuso, non mi pesa lavorare 17 ore»

la storiaFederico FranchinA quasi 82 anni ha scelto di tornare dietro al bancone del bar e di riaprire il locale. È davvero incredibile la storia di Albino Baraldo, che ha deciso da poche settimane di riaprire il "suo" bar Tevere, in viale delle Terme. E, pensate, che con la moglie Pierina Rinaldo, 79enne, dietro al bancone fanno ad oggi 160 anni in due. Un recordper un locale aperto dal 1960. «Avevo dato in gestione per due volte il bar», si racconta Baraldo, «e ora che sono terminate non mi andava di lasciare il locale vuoto. Ho quindi deciso di rimettermi in discussione per amore di questo locale e di questo lavoro. Lo dovevo a me stesso e a questa città». Albino è uno stakanovista. «Arrivo ad aprire il bar prima delle 7 del mattino e ci rimango fino a mezzanotte, l'una di notte», svela. «In tutto fanno ben 17 ore di lavoro, che non pesano affatto. Non mi sento mai stanco e mi piace il mio lavoro. Questa cosa mi consente poi di tenermi in forma».Baraldo, che il 10 ottobre compirà 82 anni, ha dedicato tutta la sua vita al bar Tevere, dopo aver maturato alcune esperienze lavorative in Svizzera. «È bello lavorare assieme a mia moglie Pierina», dice. «Con lei ci si completa e non ricordo ci sia stato mai un litigio tra di noi. È bello anche aver ritrovato l'amore e l'entusiasmo dei clienti storici, che sono stati felici e sorpresi nel rivedermi dietro al bancone».Baraldo parla perfettamente ancora il tedesco e il francese, lingue fondamentali per rapportarsi con la clientela che frequenta le terme di Abano e Montegrotto. «Sto cercando di portare avanti quella professionalità imparata in anni di esperienza che adesso si sta perdendo», osserva. «Ora si fa tutto in modo più sbrigativo, mentre io continuo a curare i particolari».Baraldo, che nel corso degli anni ha goduto anche dell'aiuto dei figli Stefano e Patrizia, è noto per il modo in cui versa la grappa dall'alto. «Il lavoro è cambiato nel corso degli anni», sostiene. «Ora è diventato fondamentale il momento dell'aperitivo, che va servito con degli stuzzichini. Per ora sono davvero contento di come stanno andando gli affari, non mi posso lamentare. Abano è cambiata nel corso degli anni ed è cambiata anche la sua clientela».«Possiamo però dire che questa città ha saputo rialzarsi in fretta dopo i due anni di pandemia», conclude lo storico barista. «C'è un gran bel giro di gente e soprattutto in questo periodo ci sono tanti clienti, anche stranieri che vengono qui in bar. Speriamo ora che le cose possano proseguire in questo modo e che magari venga estesa anche l'isola pedonale fino a via IV Novembre, come proposto dagli albergatori. Fino a quando avrò le forze rimarrò qui, a seguire il mio bar, e lo farò per amore della mia città». La specialità del bar Tevere? «L'aperitivo della casa», svela l'esperto barista. --© RIPRODUZIONE RISERVATA