«Ero sobrio, ho tentato di evitare i ragazzi»

Cristina Salvato / MESTRINO«Sui social mi trattano come un criminale, ma è stato solo un incidente e ho fatto il possibile per evitare di colpire i ragazzi». A parlare è il ventunenne che lunedì sera era alla guida della Seat Ibiza uscita di strada e piombata su un gruppo di ragazzi fermi in via Martignon a Mestrino.Sono finiti in undici al pronto soccorso, compreso il giovane alla guida e la fidanzata che gli sedeva accanto. Al momento sono tutti usciti dall'ospedale, con varie botte e traumi ma vivi e miracolati, tranne il più giovane, di appena 14 anni, ancora ricoverato in osservazione per le fratture a naso, omero e clavicola. Il giovane alla guida e la sua fidanzata hanno diverse contusioni e stanno portando un collare per precauzione. L'automobilista preferisce non rivelare il nome, non perché abbia qualcosa da nascondere, ma per limitare la tempesta di ingiurie e accuse che sta subendo sui social. E che lo sta abbattendo profondamente. «Mi giudicano tutti, senza conoscere la verità. Mi accusano di essere un delinquente, di essere stato al telefono o peggio ancora sotto effetto di alcol e droga, oppure di aver viaggiato oltre i cento all'ora. Invece piango tutti i giorni a pensare a cosa è successo, a quei ragazzi che si sono fatti male, a leggere le peggiori offese nei miei confronti da parte di chi non mi conosce, di chi non era presente». Ma allora come è andata? «Stavamo rincasando, dopo un pomeriggio al centro commerciale e una passeggiata alla sagra di Mestrino. Erano le 22 e stavamo tornando a casa, perché la mattina dopo ci saremmo svegliati presto per andare al mare. Appena affrontata la curva ho sentito un forte colpo sotto l'auto, che ha iniziato a sbandare verso sinistra. Ho quindi cercato di controsterzare per riportarla diritta, ma la macchina non ne voleva sapere e pertanto procedevo a zigzag. Appena dopo la curva c'era questo gruppo di ragazzi, alcuni fuori dalla ciclabile, e un'auto parcheggiata accanto a loro. Quando li ho visti, appunto per evitarli ho cercato di frenare l'auto che non voleva fermarsi ed è stato allora che la macchina si è rovesciata e abbiamo girato due volte, la prima in strada e la seconda purtroppo dentro la ciclabile, dove ho colpito biciclette e motorini».A quel punto siete scesi? Cosa avete fatto? «Sono uscito subito per la paura e l'adrenalina, poi mi sono accasciato per i dolori che sentivo. Ho verificato che la mia ragazza stesse bene e poi mi sono rivolto ai ragazzi. Prima si sono arrabbiati con me, poi si sono anche scusati. Hanno detto che avevano sentito il motore su di giri e questo li aveva messi in allerta: immagino che sia per questo che alcuni sono riusciti a spostarsi in tempo. Poi sono arrivate decine di persone, due auto della polizia locale e le ambulanze e ci hanno portati al pronto soccorso di Abano. Mentre ero in ospedale, preoccupato per i ragazzi, ho chiamato il pronto soccorso di Padova, per sapere come stessero, ma non hanno potuto dirmi nulla per questioni di privacy. Anche adesso non so come stiano e non so come contattarli». La accusano di imprudenza e sostengono avesse bevuto: «Non avevo bevuto, non bevo mai quando guido, sarei sciocco a rischiare di perdere la patente, perché mi serve per andare a lavorare. Non sono nemmeno imprudente: perché mai avrei messo a repentaglio la vita della mia ragazza, oltre che la mia auto? Adesso dovrò comperarne un'altra, mi toccherà girare in bici per un anno prima di avere i soldi per acquistarne una nuova: ho iniziato a lavorare da poco. Purtroppo si è trattato di un guasto meccanico: può capitare visto che l'auto non era nuova, anche se la curavo nella manutenzione costantemente. Mi dispiace così tanto, sono mortificato e piango tutto il giorno. Ogni volta che chiudo gli occhi rivedo la scena, l'auto che rotola, lo scontro, i ragazzi feriti. Spero di cuore che stiano bene». --© RIPRODUZIONE RISERVATA