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Il più critico è Giuseppe Conte: «Draghi ha retto il paese in una situazione complicata», a partire dalla sfida «della campagna vaccinale» ma «sulla transizione ecologica avremmo voluto una spinta molto più forte (ma dimentica le domande quadruplicate di installazione di impianti fotovoltaici, ndr). Anche sull'agenda sociale lascia un'eredità modesta». Matteo Salvini applaude la decisione del premier di insistere su un tetto al prezzo del gas ma abbraccia la battaglia di Enrico Letta perché «l'Italia faccia da sola». E c'è il terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi, che già lo ricandida a Palazzo Chigi. «Dopo il voto se non ci sarà una maggioranza chiara, sarà inevitabile andare avanti con lui», dice il leader di Azione. Il leader di Italia viva twitta malizioso: «Tutti applaudono Draghi. Ma il 25 settembre gli altri sostengono chi lo ha mandato a casa: la destra di Meloni e Salvini, Fratoianni e i Cinque Stelle. Gli unici coerenti siamo stati e saremo noi». Enrico Letta applaude senza se e ma - «Ascolto il discorso di grande orgoglio italiano ed europeo di Draghi» - il centrissta Maurizio Lupi parla dell'ennesima dimostrazione di responsabilità e autorevolezza. Unico giudizio non pervenuto, quello di Giorgia Meloni.--© RIPRODUZIONE RISERVATA