Addio al "maestro" «Mi mancherà tutto sarai sempre con me»

Pietro Cesaromegliadino SAN VITALECentinaia di persone, commosse, nel Duomo di Megliadino San Vitale, ieri pomeriggio, per dare l'ultimo saluto a Jurin Luise, 55enne, mancato nella mattinata di giovedì scorso. Era conosciuto da tutti come il "maestro". La salma entra tra le note di "chi ci separerà" avvolto dai colori giallo, rosso e blu, simbolo degli sbandieratori del paese, gruppo di cui faceva parte. «Bisogna essere grati di aver conosciuto una persona così» afferma don Sandro, parroco di Borgo Veneto, durante l'omelia. «Jurin era ovunque: aiutava la parrocchia, la pro loco, il gruppo sbandieratori, era odontotecnico. Era amante della musica, quella vera. È stato e sarà nota nelle nostre vite. Appena l'ho conosciuto non gli avrei dato una lira, ma poi ho capito che era una persona preziosa, unica». Viveva di musica, per molti era "la musica" a Megliadino San Vitale: dove c'era lui regnava l'armonia, con la sua presenza risuonavano melodie che solo il "maestro" riusciva a trasmettere. Era un musicista a 360 gradi: polistrumentista, dj e fonico. Fondatore degli Antartika, gruppo in cui suonava la batteria, e dei The Blunder, gruppo rock storico di San Vitale, coi quali suonava anche la tastiera. Jurin amava fare anche il dj, fautore delle storiche serate in discoteca all'aperto in pineta a Megliadino negli anni '80. Dai suoi colleghi musicisti veniva chiamato anche "Simon", nome del suo artista preferito, il batterista dei Toto. «Eri innamorato della musica, della natura, di me, del tuo bambino», racconta la moglie Ivana in lacrime. «Hai voluto costruire un pioppeto, eri ossessionato dalle tue api; il tuo miele è così buono Jurin, dolce come lo eri te. Sei stato un padre meraviglioso, nostro figlio è speciale, bello, gentile, intelligente, amante della musica, la tua reincarnazione. Mi mancherà tutto, sei e sarai per sempre la mia vita, ti amo».«Lasci un grande vuoto, ma anche un grande ricordo» Alberto Filippi saluta così Jurin, a nome di tutto il gruppo sbandieratori. «Ci hai insegnato che non è mai troppo tardi per coltivare le passioni. Ci sarà il tempo di ricordarti con un sorriso, ma oggi no, ci mancherai. Aiuta il nostro gruppo da lassù e gustati le nostre esibizioni, saranno tutte per te». La liturgia è terminata tra le note di "Impressioni di settembre", brano della PFM, gruppo che Jurin ammirava e dal quale prendeva spunto per la sua musica. Ci teneva, assieme alla sua famiglia, a non avere fiori, ma offerte per l'ospedale San Bortolo di Vicenza: un'opera di bene destinata all'unità ospedaliera che ha fatto di tutto per lui. In cimitero i familiari e gli amici hanno salutato Jurin lasciando una dedica sopra la bara con un pennarello e gettandoci sopra, in quanto sepolta per inumazione, la terra a mani nude. «La terra è madre» conclude don Sandro «Da essa veniamo e a essa torneremo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA