Banche, in cinque anni sparite 154 filiali «Così si abbandonano pezzi di territorio»

Claudio MalfitanoIn cinque anni sono spariti dal territorio padovano ben 154 sportelli bancari. E i dipendenti degli istituti di credito sono passati da 5.256 nel 2016 a 4.068 dello scorso anno, con un saldo negativo di 1.188 posti di lavoro persi. Sempre meno filiali, sempre maggior utilizzo di home banking e servizi finanziari in rete. Una situazione che ha avvantaggiato moltissimi clienti, in termini di comodità e facilità di fruizione, ma che danneggia soprattutto le persone più anziane, quelle più in difficoltà con le nuove tecnologie. In particolare per il grado di complessità delle procedure di accesso all'home banking dovuto alla cyber security. I NUMERI DI BANKITALIAI dati sono quelli dell'ultimo report di Banca d'Italia sull'articolazione territoriale di istituzioni di credito e finanziarie. E la fotografia è quella di un declino netto, dopo anni in cui l'espansione aveva contaminato le nostre città. Nel 2016 c'erano ben 555 filiali di banca nella provincia euganea, alla fine del 2021 erano 401 ed è probabile che in questi mesi siano già scese sotto quota 400. Il rapporto è dunque di 43 sportelli bancari ogni 100 mila abitanti. Parallelamente è crollato anche il numero di dipendenti bancari: sono 4.068, ben 1.188 in meno rispetto a cinque anni fa. Non si tratta - se non in casi estremi - di licenziamenti, ma soprattutto pensionamenti o pre-pensionamenti. Persone uscite dal mondo del lavoro senza che si siano creati nuovi posti.«La riduzione delle filiali sta creando e creerà non pochi problemi al Paese e alla clientela bancaria - è il commento del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni - In particolare per gli anziani, che hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali, e a chi vive in zone dove esiste un grande problema di accesso a internet. E poi c'è una questione di carattere generale: con meno presenza sul territorio le banche potranno svolgere sempre meno quel ruolo sociale, a fianco di famiglie e imprese, che è determinante per lo sviluppo e la crescita economica».I COMUNI SENZA FILIALICinque anni fa erano 99 i Comuni padovani che potevano contare sulla presenza di una filiale bancaria nel loro territorio, oggi sono 92 su 102 municipi totali. In pratica ci sono dieci centri in cui i cittadini (e soprattutto le imprese) devono spostarsi per trovare una banca. Ovviamente si tratta per lo più di piccoli Comuni, alcuni dei quali molto vicini ad altri centri. In particolare, da una prima ricognizione, si tratterebbe di: Barbona, Vighizzolo d'Este, Castelbaldo, Masi, Cinto Euganeo, Granze, Urbana, Terrassa Padovana, San Pietro Viminario, Polverara. «Noi avevamo ben due filiali che erano forse sproporzionate per un comune di 2 mila abitanti. Ma nel giro di due anni, poco prima del Covid, le abbiamo perse tutte - racconta Damiano Fusaro, primo cittadino di Granze - Abbiamo fatto raccolte firme e appelli ma nessuno ci ha ascoltato. L'unica fortuna ce l'abbiamo con le Poste, che rimangono grazie al decreto Realacci sui piccoli Comuni». L'intervento dello Stato però è difficile in un settore privato: «Ma la capacità della politica dovrebbe essere quella di invertire le dinamiche economiche, invece siamo completamente schiavi del sistema finanziario».Quasi tutti i Comuni senza filiali sono della Bassa. E questo segna le difficoltà di un territorio: «Se un territorio può essere dimenticato in nome di un guadagno vuol dire trattare dei cittadini come cittadini di serie B - denuncia Fusaro - Indebolire i piccoli Comuni vuol dire abbandonare parti di territorio». --