L'addio commosso a Elisa «Sapeva coltivare i talenti con generosità e passione»

la cerimoniaCONSELVELa musica e il canto hanno risuonato nel Duomo gremito per l'ultimo saluto a Elisa Martello, 31 anni, mamma e cantante lirica uccisa dalla malattia in pochi mesi. Le note e le melodie che tanto amava, i brani che lei stessa aveva più volte interpretato hanno accompagnato il funerale della giovane artista, che proprio nella chiesa di Conselve aveva mosso i suoi primi passi nel canto, poi perfezionato con lo studio e i concerti. All'inizio della celebrazione il parroco don Claudio Zuin, ricordando Elisa, ha affermato che «c'è una parte di noi che è divina, è eterna», e ha rivolto parole di vicinanza e affetto ai genitori Nadia e Orazio, al marito Claudio e al figlio Giulio, di appena 5 anni. Durante l'omelia don Luigi Fabris, per tutti don Luigino, parroco di San Pietro Viminario, si è soffermato proprio sui talenti di Elisa, sulla capacità di esprimere sempre al meglio le sue abilità, sull'impegno e la passione riversata nel lavoro e negli affetti familiari, testimonianza di una vita intensa e piena, seppur breve. «Più volte Elisa ci ha trascinato nel canto» ha ricordato il sacerdote «e ora anche in cielo siamo certi che risuonerà la sua voce. Abbiamo sentito dalle letture che le anime dei giusti sono nelle mani di Dio: ebbene, questo annuncio diventa una certezza per la sorte di Elisa. Per tutto ciò che ha vissuto e affrontato, ora è in pace tra i giusti. L'amore lo si sperimenta attraverso tanti carismi, l'amore è il motivo della vita, ci perdiamo nell'amore perché è il dono stesso di Dio. Quello che si coglieva subito in Elisa era il dono di tanti bei talenti, coltivati con la forza, generosità e la passione dell'amore. È stata una persona di grandi qualità e capacità, spinta dalla fretta di conoscere ed esplorare. Man mano che cresceva desiderava, e quello che desiderava lo voleva e diveniva possibile proprio per i tanti talenti e per la chiarezza con cui lei li riconosceva e li portava avanti, anche nonostante la salute. In breve tempo ha realizzato molti obiettivi. Dagli studi musicali, all'attenzione per il figlio Giulio, in lei tutto era vita, amore, gioia».E ancora: «La pienezza della vita non si raggiunge con il numero degli anni vissuti ma con la sapienza, per questo Elisa è diventata cara a Dio. Nel momento in cui consegniamo a Dio questa sua creatura il nostro è un arrivederci ad una persona cara con la quale abbiamo percorso un bel tratto di strada». --Nicola Stievano