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Alessandro CesaratoLe conseguenze della crisi idrica si ripercuotono anche sulla gestione locale dell'acqua affidata ai consorzi di bonifica. Da parte sua il consorzio di bonifica Bacchiglione sta mettendo in campo tutte le risorse a disposizione per fare fronte a all'emergenza nell'immediato. In quest'ottica già da settimane è iniziata la turnazione per l'irrigazione dei terreni agricoli in buona parte del bacino di competenza. Inoltre è stata diminuita la quantità d'acqua da rilasciare a servizio delle valli lagunari. C'è consapevolezza tuttavia che serve avere una visione lungimirante per la gestione del territorio, che si traduce in accumulare l'acqua per poi utilizzarla quando necessario. Per questo obiettivo il consorzio Bacchiglione sta lavorando da tempo con dei progetti che sono stati realizzati e altri che sono pronti per essere eseguiti. EMERGENZA PER L'ADIGENel 2020 sono iniziati i lavori dell'intervento per la "Ottimizzazione della gestione delle acque irrigue nella riviera del Brenta" che ha portato alla realizzazione dell'area umida di Dolo, con un'estensione di quasi quattro ettari e l'adeguamento, mediante automazione e telecontrollo, di 27 manufatti di regolazione, dotati di paratoie, lungo i canali consortili. L'intervento prevede un risparmio idrico di circa il 30% pari a più di 3 milioni di metri cubi d'acqua all'anno. Nel 2021 sono stati realizzati due interventi per il miglioramento del servizio irriguo nella zona di Codevigo e Chioggia. «Stiamo continuando a ideare soluzioni e interventi che hanno come obiettivo quello di immagazzinare l'acqua - afferma il presidente Paolo Ferraresso - per poi utilizzarla quando necessario. Non solo, l'imperativo adesso è quello di realizzare opere, impianti e reti di distribuzione efficienti per ridurre le perdite ed evitare gli sprechi. La situazione ci impone di trovare tempestivamente soluzioni per gestire e distribuire la risorsa idrica. Le proposte del Consorzio sono molteplici e riguardano aree diverse del comprensorio». FERMATI GLI IMPIANTIAnche per quanto riguarda il territorio di competenza del consorzio Adige Euganeo il quadro è in continua evoluzione. «La situazione è critica soprattutto lungo l'Adige - spiega il direttore tecnico Luca Michielon - lungo il quale riscontriamo livelli sempre più bassi che ci stanno costringendo a fermare le pompe su alcune derivazioni dirette». Tra queste quelle del Quinto Bacino di Barbona dove c'è un impianto strutturato che serve un'area di circa 200 ettari. «Domenica siamo costretti a fermare l'impianto - continua il direttore tecnico - perché le pompe andavano continuamente in allarme. A breve incontreremo le aziende agricole della zona per concordare misure per una turnazione delle irrigazioni. In altri punti intanto abbiamo invece al momento solo ridotto la portata delle pompe». In queste ore il monitoraggio dell'Adige della stazione di Trento sta segnalando un leggero aumento delle portate che nei prossimi giorni potrebbe portare dei piccoli benefici anche nel padovano. IL CASO DEL BISATTO«Un'altra criticità riguarda il livello del Bisatto che in questi giorni si è abbassato di altri 10 centimetri - aggiunge il direttore tecnico Luca Michielon - anche per l'abbassamento da Padova delle portate del canale Battaglia. Un abbassamento del Bisatto significa che le criticità si riverberano anche sull'asta Altipiano che da Tribano arriva a Correzzola, interessando anche le zone di Cartura, San Pietro Viminario, Bovolenta e Pontelongo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA