Incendi e minacce Stalker arrestato per "codice rosso"

NOVENTA PADOVANAArrestato lo stalker che perseguitava l'ex, residente a Noventa, con minacce e due incendi. Su richiesta del pm Roberto D'Angelo, visti i risultati dell'indagine dei carabinieri di Vigodarzere, il giudice per le indagini preliminari ha firmato l'ordinanza per l'arresto di un operaio 53enne di Cona responsabile di più atti persecutori nei confronti di una dottoressa di Noventa. Così martedì sera i militari di Vigodarzere, col comandante Nicola Florio, hanno prelevato l'uomo a Cona per portarlo in carcere.La misura cautelare perdurerà fino al giudizio. Il reato di cui si è macchiato l'arrestato rientra infatti nella cosiddetta legge del "codice rosso", la normativa che punisce violenza sessuale, stalking o atti persecutori, la violenza domestica. L'uomo è un ex compagno della vittima e ha agito per ben tre volte, le prime due quando la donna era all'estero. Il 16 giugno ha dato fuoco alle mura perimetrali e sono intervenuti i pompieri a salvare l'abitazione e i carabinieri di Vigodarzere in turno quella notte. Quattro giorni dopo è tornato nottetempo a imbrattare il muretto di recinzione della vittima con scritte infamanti e minacciose che la volevano terrorizzare e far apparire come persona che aveva a che fare con lo stupefacente. La notte del 23 giugno l'uomo ha infine incendiato gazebo e accessori nel giardino della donna. Le indagini avevano imboccato da subito la strada giusta. I militari hanno visionato i filmati della videosorveglianza comunale, inoltre l'autore aveva lasciato sul posto degli indizi che sono diventati prove sottoposte a sequestro. Poi ci sono state indagini tecniche sulle celle telefoniche. Un lavoro importante in brevissimo tempo che ha dato risultati soddisfacenti e permesso ai militari di chiudere tempestivamente. Al momento viene escluso un eventuale coinvolgimento della vittima col mondo della droga. «Un doveroso ringraziamento all'Arma per l'ottimo risultato» dichiara il sindaco Marcello Bano «come amministrazione avevamo seguito con preoccupazione gli avvenimenti mantenendo il massimo riserbo». «Chi si macchia di questi odiosi reati deve rimanere in carcere, la sicurezza al primo posto», l'assessore alla sicurezza Nicola Cannistraci.--G. A.