La Corte dei Conti chiede i danni all'uomo accusato di stupro seriale

Cristina GenesinRischia di pagare ben 125 mila euro di danni erariali Dino Maglio, l'ex carabiniere pugliese già in servizio a Teolo e poi a Padova, oggi 42enne, attualmente detenuto nel carcere di Lecce, condannato in via definitiva come stupratore seriale di ragazze ospitate grazie al sito couchsurfing, portale dedicato allo scambio di ospitalità utilizzato da chi vuole trovare alloggio senza spendere soldi. Processo contabile in vistaÈ stata la procura della Corte dei Conti del Veneto a presentare il "conto" da saldare all'ex militare cacciato dall'Arma che potrebbe finire al centro di un processo contabile. I magistrati hanno ritenuto che Maglio abbia infangato l'immagine dell'Arma visto che le due inchieste, di cui è stato protagonista, hanno avuto rilievo sulla stampa italiana e anche internazionale. Il quotidiano inglese The Guardian, che aveva seguito la vicenda, era stato piuttosto critico in alcuni articoli pubblicati nel 2015 scrivendo sulla testata online: «Le turiste straniere in viaggio in Italia sono state lasciate in balìa di un sospetto stupratore seriale nella città di Padova per più di un anno...». La prima inchiesta penale nei confronti dell'allora carabiniere fu avviata dal pm Giorgio Falcone grazie al lavoro degli attivisti informatici di Anonymous e dei giornalisti dell'Irpi (Investigative Reporting Project Italy): furono loro a scoprire come diverse vittime di violenze sessuali, subite dopo essere state drogate con benzodiazepine diluite in un bicchiere di vino, avevano presentato denuncia nei rispettivi Paesi. Ecco perché la procura contabile veneziana, attraverso la collaborazione della Guardia di Finanza, ha eseguito un conteggio dei soldi reclamati sulla base di determinati criteri. E ha calcolato la cifra di 125 mila euro. Il difensore di Maglio (l'avvocato padovano Enrico Cogo) ha replicato con una memoria non solo contestando quella somma, ma ribadendo che tutto è azzerato dalla prescrizione. Le carte sono di nuovo in mano alla procura della Corte dei Conti che deciderà se proseguire (o meno) con la richiesta di un processo contabile. Un processo che sembra inevitabile per il 42enne pugliese. E che nulla c'entra con i risarcimenti alle parti civili (cioè le vittime delle violenze sessuali) stabiliti nei processi penali. Contattato al telefono, l'avvocato Cogo risponde con un due parole secche: «Nessun commento».Gli stupri serialiMaglio ha già scontato una condanna definitiva a cinque anni per il primo troncone d'indagine su quegli stupri seriali.La prima vittima accertata era una liceale australiana, appena sedicenne, ospitata, con la madre e la sorella, nella casa dell'allora militare all'Arcella nel marzo 2014 dopo un contatto sul sito Couchsurfing.com. Utilizzando lo pseudonimo Leonardo, infatti, Maglio postava annunci, dichiarando la disponibilità ad accogliere studentesse interessate a brevi soggiorni per scambi culturali. Il tutto a un prezzo davvero modesto. La mattina del 18 marzo la ragazzina era stata sorpresa dalla madre nel letto del militare, disorientata e intontita. L'uomo aveva ammesso un rapporto sessuale consenziente; al contrario la giovane, piuttosto inebetita all'inizio, aveva negato di aver volontariamente accettato le avances. Era stata presentata una denuncia, tuttavia Maglio risultava già indagato da mesi. L'8 aprile 2013 lo aveva denunciato negli uffici di Scotland Yard una statunitense, classe 1992, studentessa a Oxford. In occasione delle vacanze pasquali aveva fatto un giro dell'Europa e, dopo Roma, l'1 e il 2 aprile 2013 aveva fatto tappa a Padova ospite di Maglio. Proprio la notte del 2 sarebbe avvenuta la violenza. Il processo per lo stupro della sedicenne si è concluso con una condanna definitiva a 5. Nel frattempo sono emersi i racconti di altre 14 ragazze, tutte straniere fra i 23 e i 28 anni, cadute nella stessa trappola. Il processo per la seconda tranche di stupri si è concluso con una condanna definitiva (che Maglio sta attualmente scontando) a 9 anni e 8 mesi per cinque violenze sessuali, due tentate concussioni (aveva cercato di obbligare sotto minaccia due ospiti a cancellare le pessime recensioni sul suo conto nel sito couchsurfing ) e nove episodi di riduzione in stato di totale incapacità nei confronti di altrettante ragazze.Altri procedimentiNell'aprile 2020 Dino Maglio era stato denunciato dalla madre per maltrattamenti (all'epoca aveva l'obbligo di dimora nell'abitazione di famiglia a Surbo, nel Leccese). Nel 2018, il tribunale di Lecce (in primo grado) lo aveva condannato 4 anni e 4 mesi di carcere per detenzione di materiale pedopornografico (2 anni e 4 mesi) e per evasione (2 anni). --