Sbanda e si schianta contro un muretto Muore a 27 anni, trovato dal suo amico

Giada ZandonàMEGLIADINO SAN VITALEL'auto sbanda a meno di due chilometri da casa e finisce contro il muretto di un ponte: Giulio Santi, 27 anni di Megliadino San Vitale, è morto sul colpo. Era da poco passata la mezzanotte tra domenica e lunedì e il giovane stava rientrando nella sua abitazione dove viveva da solo dopo la morte dei genitori. All'improvviso, per cause ancora da accertare, la sua Fiat Punto blu è sbandata all'altezza del civico 69 di via Bosco Alto. IMPATTO VIOLENTISSIMOLa corsa del veicolo è terminata in un fossato, contro il muro di basamento di un piccolo ponte di cemento che scavalla un fosso e collega a un'abitazione privata. La violenza dell'impatto della parte anteriore dell'auto contro il blocco di cemento non ha lasciato scampo al 27enne. L'allarme per l'accaduto è stato dato da un amico di Giulio, che ha chiamato il 118. L'arrivo dei soccorsi è stato immediato. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Este per le operazioni di messa in sicurezza che si sono concluse in due ore circa, e i carabinieri per i rilievi del sinistro.LA TESTIMONIANZA DELL'AMICO«Ho chiamato subito i soccorsi e mentre li aspettavo ho avvertito il nostro amico Manuel. "Si è fatto male Giulio", gli ho detto», racconta Enrico Bertagnon, il compagno con cui il ventisettenne aveva trascorso la serata. «Ci eravamo incontrati verso le 22 di domenica al bar Al Bosco, Giulio aveva ordinato una Tassoni, abbiamo chiacchierato del più e del meno sino a mezzanotte, ci siamo salutati e lui è salito in macchina ed è partito qualche minuto prima di me», continua Enrico. «Dovevamo percorrere pochi chilometri nella stessa strada verso casa, quando vedo nel fosso la sua auto: non potevo crederci». L'amico ha subito soccorso Giulio: «Ho cercato di chiamarlo ma non mi rispondeva, non aveva ferite, era quasi coricato nel sedile del passeggero, dove c'era anche il suo cellulare». Enrico ha atteso l'arrivo dei soccorsi con una grande speranza nel cuore: «Non c'è stato niente da fare. Come è possibile? Giulio era sempre prudente, non correva in auto e non era certo ubriaco. La strada non era bagnata, non so davvero cosa possa essere accaduto», racconta incredulo l'amico che aveva conosciuto il ventisettenne alla fine del primo lockdown. «Giulio aveva la testa sulle spalle, era un ragazzo maturo che si era fatto carico di tanti problemi, sapeva quello che diceva e faceva. Siamo stati assieme tre ore, poi partiamo in auto nello stesso momento e accade questo. Mi sto facendo tante domande», conclude l'amico con la voce rotta dal dolore. VITA IN SOLITUDINEGiulio Santi viveva da solo in centro a Megliadino San Vitale, in via Roma al civico 31, nella casa dei genitori che sono mancati alcuni anni fa a causa di una malattia. Un ragazzo rimasto orfano giovanissimo, timido e riservato, ma che da un paio di anni aveva cominciato a vivere una vita di socialità ed amicizie. Dopo il diploma tecnico professionale all'Iis di Este e qualche lavoro come commesso nel centro commerciale vicino casa, stava studiando per diventare operatore sociosanitario. Pur con alcuni rallentamenti dovuti al Covid, stava per raggiungere il suo obiettivo, per poter avere un lavoro sicuro e potersi dedicare nel tempo libero alle sue passioni: la scrittura, la chitarra e il cantautorato italiano. Oltre a quella degli amici del bar e del paese, la compagnia che Giulio preferiva era quella dei suoi due gatti a cui era molto affezionato. I piccoli animali, di cui postava spesso le foto nei canali social, riempivano la sua vita e la casa lasciata vuota dalla perdita dei famigliari. La cerimonia funebre sarà celebrata venerdì alle 15.30 nella chiesa di Megliadino San Vitale. Il feretro proseguirà poi per il cimitero comunale, dove riposano anche i genitori di Giulio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA