Accesso alla banca dati dei carabinieri nuovi guai per Sorato

veneziaL'ex direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, Samuele Sorato, si trova a processo a Venezia per difendersi dall'accusa di concorso in accesso abusivo a sistema informatico. È accaduto che nel 2015 - quasi negli stessi mesi nei quali la tormenta del crac iniziava a sconvolgere la Popolare e i suoi risparmiatori - il manager cominciò ad essere tempestato di telefonate anonime e chiese così aiuto a un amico carabiniere. Risultato - secondo quanto prospettato dall'accusa - il militare ordinò a un collega di fare accertamenti sul titolare del contratto telefonico e verificarne il fascicolo nella banca dati dell'Arma: un server riservato, però, solo ad indagini ufficiali. Furono i suoi stessi colleghi carabinieri a segnalare l'anomalia e ne è così nato un procedimento penale, che ha prosciolto il militare che fece materialmente l'accesso alla banca dati (convinto di eseguire un ordine), mentre il suo superiore ha chiuso ogni pendenza con un patteggiamento. È andato invece a processo Sorato, che si è difeso sostenendo di aver solo chiesto aiuto, ma di non sapere nulla dell'accesso informatico.Nel corso dell'ultima udienza, i suoi legali - gli avvocati Fabio Pinelli e Alberto Berardi - hanno dichiarato che le sue condizioni di salute non gli permettono di seguire il processo. Una condizione che gli è già stata riconosciuta nell'ambito del processo sul fallimento della Banca Popolare di Vicenza, stralciando la sua posizione da quella dell'ex presidente Gianni Zonin e degli altri imputati, ora davanti alla Corte d'appello. Per quanto riguarda il processo in laguna - Venezia è titolare sull'intero Veneto per i reati informatici - la giudice Francesca Zancan ha disposto una perizia, incaricando il medico legale Antonello Cirnelli e lo psichiatra Salvo Pierandrea di valutare se le patologie e l'eventuale stato di stress dei quali soffre l'imputato siano effettivamente incompatibili con la sua possibilità di stare nel processo. L'udienza è stata rinviata al 23 settembre. --Roberta de rossi