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anguillara venetaDa sabato scorso a lunedì un gruppo di quasi 150 persone, tra pioggia e sole, ha intrapreso una staffetta di quasi cento chilometri a piedi, dalla cittadina veronese di Cologna Veneta a Chioggia, in provincia di Venezia, per chiedere che venga riportata l'attenzione sul risanamento e sulla tutela del fiume Fratta Gorzone. Un corso d'acqua fortemente inquinato dallo scarico del tubo Arica, che convoglia sul fiume Fratta a Cologna Veneta i reflui di cinque depuratori su cui sversa il distretto della concia di Chiampo Arzignano. Area, questa, interessata anche dalla presenza della Miteni spa, la fabbrica che produceva i Pfas e che con i suoi sversamenti nel sottosuolo e nell'acqua ha causato l'inquinamento da Pfas più grande d'Europa. L'iniziativa dal titolo "Il fiume siamo noi" è stata voluta ed organizzata dal Coordinamento per il risanamento del fiume Fratta Gorzone, un gruppo di associazioni, cittadini, comitati delle province di Padova, Vicenza e Verona. La partenza è avvenuta sabato alle 8 dallo scarico Arica a Cologna Veneta. Qui il gruppo ha prelevato acqua imbottigliata con l'etichetta «acqua di Fratta, sostanze disciolte: Pfas, cloruri, solfati, cromo totale, metalli pesanti, pesticidi. Può anche contenere modiche quantità di h2o. Nuoce gravemente alla salute de esseri viventi e territorio». Il messaggio di allarme e la provocazione hanno attraverso trenta chilometri per arrivare fino a Megliadino San Vitale, passando per Pressana, Bevilacqua, San Salvaro, Terrazzo, Merlara, Begosso, quindi Castelbaldo e poi via fino al ponte Barkley tra Piacenza d'Adige e San Vitale. La staffetta è proseguita sabato nel territorio padovano, da Megliadino da San Vitale alle Valli Mocenighe, ha attraversato il ponte delle Tre Canne di Vighizzolo d'Este, Carmignano e la zona del bosco dei Lavacci, Vescovana, Stanghella, Stroppare fino al ponte sulla provinciale 92 di Anguillara Veneta. Ad ogni tappa la bottiglietta è passata di mano alle associazioni dei territorio e agli amministratori comunali presenti, come il testimone nella staffetta dell'atletica, per poi compiere lunedì gli ultimi trentasei chilometri da Anguillara fino al nodo idraulico Buoro di Cavarzere, nel Veneziano, e alla confluenza del fiume Fratta nel Brenta: qui un'auto ha atteso la staffetta per portare i partecipanti al municipio di Chioggia dove si è conclusa l'iniziativa, senza però la presenza dell'amministrazione comunale. «Abbiamo attraversato questi Comuni con un invito alle amministrazioni: sottoscrivere delle specifiche richieste da inviare agli enti ed autorità interessati per risanare il nostro fiume, un obiettivo che dal 2016 continua ad essere glissato» spiega Alessandro Tasinato, tra i promotori dell'iniziativa «La staffetta è andata molto bene ma non deve rimanere una semplice parata: gli amministratori si devono fare parte attiva per il territorio. Noi vogliamo riportare la speranza che la qualità delle acqua si possa risollevare e che il fiume ritorni ad essere vivo e parte sana dell'ambiente». -- Giada Zandonà