Il parco Basso Isonzo è salvo «Proroga di due anni all'Ira»

Claudio MalfitanoProroga di due anni per i termini di inizio lavori. Il parco del Basso Isonzo si salva grazie al tempo. E non qualche settimana, ma ben 21 mesi recuperati grazie al decreto Semplificazioni. Dunque non è più il 12 settembre il limite entro cui l'Ira avrebbe dovuto iniziare il cantiere per i lavori di costruzione di 37 mila metri cubi di residenziale (un centinaio di appartamenti divisi in 10 condomini) pena la perdita del permesso a costruire. Ora che c'è più tempo, fino all'aprile 2022, si può trovare una soluzione per salvare capra e cavoli, vale a dire il bilancio dell'ente che gestisce le case di riposo e il grande spazio di verde pubblico urbano, magari spostando la cubatura altrove grazie ai crediti edilizi. «Mi sono confrontato con l'Ira e credo troveremo una via d'uscita. L'importante adesso era sminare il pericolo di questa scadenza», spiega il primo cittadino Sergio Giordani.il decreto semplificazioniÈ l'assessore all'edilizia privata Antonio Bressa a spiegare la soluzione trovata per allontanare la tagliola della scadenza del piano attuativo. «Abbiamo trovato una norma nel decreto Semplificazioni che permette di prorogare di tre anni i termini di inizio lavori e così abbiamo indicato questa via alla società che potrà avvalersene almeno fino ad aprile 2022 - racconta - La società si è resa disponibile ed ha già comunicato di volersi avvalere di questa possibilità che gli abbiamo presentato. Ora c'è molta meno pressione e abbiamo più tempo».L'esempio dell'IrisA lavorare a una soluzione concreta adesso sarà il neo-assessore all'urbanistica Andrea Ragona. Che ha un esempio a cui ispirarsi: il Parco Iris dove è stato possibile bloccare una concessione edilizia già operativa con una permuta con le palazzine liberty di Piazzale Boschetti. Un'operazione realizzata in squadra dall'ex vicesindaco Arturo Lorenzoni, l'assessore Andrea Colasio e il segretario generale Giovanni Zampieri. «Adesso abbiamo il tempo per trovare una soluzione che permetta da un lato di salvaguardare gli interessi dell'Ira, dall'altro di salvaguardare una zona strategica della nostra città dal cemento» chiarisce. L'obiettivo, condiviso con l'assessora al verde Chiara Gallani, è realizzare lì il parco agricolo del Basso Isonzo. Per questo grande spazio verde ai margini della città si erano mobilitati nei giorni scorsi centinaia di padovani.Il sassolino del sindaco«Sono sempre attento a non vendere promesse facili che traggono in inganno le persone. Non era scontato che si trovasse una soluzione», spiega il primo cittadino Giordani togliendosi un sassolino dalla scarpa. «Garantisco che cercherò una via di uscita che eviti la lottizzazione ma va trovata con il buon senso», prosegue.Lo scorso 14 luglio c'era stata un'assemblea di cittadini dove era stata lanciata l'idea di una sottoscrizione popolare per arrivare ad acquistare i terreni dall'Ira. Ma ora la soluzione potrebbe arrivare dai crediti edilizi, spostando la cubatura altrove: «La notizia di questa proroga ci fa capire che il sindaco e l'amministrazione hanno colto le richieste dei cittadini e che se si lavora tutti insieme i risultati possono essere importanti - spiega la presidente della consulta di quartiere Mila Masciadri - A inizio settembre la consulta incontrerà il sindaco per presentare il progetto elaborato in questi giorni perché anche se ora avremo più tempo, ritengo sia importante portare a termine il prima possibile la realizzazione del primo parco agricolo della città». --