Sette indagati per bancarotta alla Bpvi La Procura chiede altri sei mesi di indagini

VICENZA. Bancarotta, è l'ipotesi di reato sulla quale da mesi stanno indagando i pubblici ministeri Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori, gli stessi che hanno istruito il processo in corso nei confronti di sei vertici dell'ex Bpvi. Pochi giorni fa hanno chiesto la proroga delle indagini preliminari di ulteriori sei mesi, per la complessità della materia. Sette, al momento, le persone indagate. Si tratta dei sei imputati che davanti al tribunale collegiale sono attualmente chiamati a rispondere dei reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto. Ovvero l'ex presidente Gianni Zonin; l'ex consigliere di amministrazione, Giuseppe Zigliotto; con loro anche gli ex manager Paolo Marin, Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta e Massimiliano Pellegrini. Ma secondo la procura, a rispondere del reato di bancarotta fraudolenta dovrà essere pure l'ex direttore generale Samuele Sorato la cui posizione processuale era stata stralciata per gravi motivi di salute dal troncone principale che ha portato al dibattimento. La posizione di Sorato, tra l'altro, verrà nuovamente discussa il 12 dicembre nel corso dell'udienza preliminare davanti al giudice Roberto Venditti. Stando a quanto avrebbero ricostruito i pubblici ministeri nel corso della prima tranche delle indagini preliminari, di cui hanno appunto chiesto la proroga, tutti gli indagati sarebbero accusati di avere provocato il default di Bpvi per avere messo in pratica o comunque avallato la strategia delle operazioni finanziate con capitale proprio, quelle che poi sono passata alla cronaca con il termine di "baciate". Per i sostituti Pipeschi e Salvadori avrebbero insomma contribuito a dissipare il patrimonio dell'ex Popolare realizzando 1, 1 miliardi di euro di baciate. Finanziamenti "correlati" che i vertici dell'istituto di credito avrebbero attuato già a partire dal 2009 e che però avrebbero sempre nascosto. Anche alle ripetute ispezioni della vigilanza di Bankitalia succedutesi a partire dal 2008 e proseguite sino al 2014. L'emersione e la dimensione del fenomeno si sarebbe manifestata solo tra febbraio e maggio 2015 con l'arrivo in via Framarin degli ispettori della Banca centrale europea. Solo due, però, tra i sette indagati sarebbero accusati dalla procura di avere contribuito a provocare il crac di Bpvi tramite la distrazione dei 350 milioni di euro investiti per l'acquisto dei fondi esteri Optimum e Athena. In questo caso le accuse riguarderebbero in particolare l'ex direttore generale Sorato e il suo vice Andrea Piazzetta. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI © RIPRODUZIONE RISERVATA . .