Oltre 200 euro in busta paga La rivoluzione del cuneo fiscale

il dossierPaolo RussoPartirà da luglio e sarà prima di 230 euro e poi, dal 2021, di 500 il taglio al cuneo fiscale che intascheranno i lavoratori dipendenti con reddito non superiore a 26mila euro lordi annui. Che è poi la soglia entro la quale si ha diritto agli 80 euro di Renzi. Su come articolare lo sgravio, i lavori sono ancora in corso, ma il giorno dopo l'approvazione della nota di aggiornamento del Def a chiarire l'orientamento del governo è il vice ministro dell'Economia, Antonio Misani. «Ridurre le tasse sul lavoro dipendente - ha dichiarato ieri in tv - è l'obiettivo del governo. Il taglio porterà più soldi al lavoratore dipendente. Se lo estendiamo alla platea di chi beneficia degli 80 euro, questi avranno 500 euro in più l'anno». Lo studio del tributarista Gianluca Timpone evidenzia i primi calcoli e alcune simulazioni. Prima di tutto sotto i 26mila euro di reddito galleggiano oggi 11,7 milioni di contribuenti. Se, come dice Misani, la manovra metterà loro in tasca 500 euro all'anno servirebbero 5,85 miliardi, che sono poco meno dei 5,45 stanziati dalla Nota di aggiornamento al Def per la riduzione del cuneo nel 2021. Poiché nel 2020 la dote si riduce a 2,7 miliardi, ecco che il bonus fiscale rischia di dimezzarsi, limitandosi ad arricchire di soli 230 euro la retribuzione annua. Per ciò tra l'idea di spalmare il vantaggio fiscale di mese in mese sotto forma di detrazione e quello di usare lo strumento del credito d'imposta, il governo sembra voler optare per quest'ultimo, che avrebbe il vantaggio di essere concentrato in una sola mensilità, quella di luglio. In tal modo, partendo da metà anno, il minor stanziamento sarebbe sufficiente a coprire gli oneri. E i lavoratori si ritroverebbero in un colpo 1.190 euro da spendere per le ferie, visto che in credito d'imposta verrebbe trasformato anche il bonus Renzi, che vale 960 euro su base annua, che si sommerebbero ai 230 di taglio del cuneo, da calcolare su 6 mesi. Questo perché l'intera operazione non mette in discussione gli 80 euro, che resteranno in tasca ai lavoratori dipendenti, portando così a regime il beneficio fiscale complessivo a quota 1.500 euro annui. Solo che questa volta potrebbero rientrare in gioco anche i 7,3 milioni di incapienti, coloro che rientrano nella no tax area perché guadagnano meno di 8.174 euro e per questo non hanno. fino a oggi. beneficiato di alcun bonus fiscale. Che all'Economia stanno questa volta pensando di poter mettere sul piatto sotto forma di credito spendibile ai fini fiscali. Nulla di nuovo invece per gli autonomi. Tramontata la promessa di estendere fino a 100mila euro di reddito la flat tax, l'aliquota forfettaria del 15% rimarrà solo per chi non va oltre l'attuale soglia di 65mila euro. «La riduzione del cuneo - spiega Timpone - interverrebbe solo sull'Irpef dovuta dal lavoratore, con benefici diretti sul suo reddito netto percepito, mentre resterebbero invariati contributi e oneri fiscali a carico delle imprese». Anche se alla lunga un vantaggio potrebbe esserci anche per queste ultime e il commercio, visto che dall'aumento delle retribuzioni ci si aspetta anche una spinta ai consumi, che da tempo languono tirando il freno a mano alla crescita. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI