Ispezione del Mef è scontro in Consiglio «Serve chiarezza»

MONSELICE. Tutti i nodi vengono al pettine e questa volta il groviglio scaturito dall'ispezione del Ministero dell'economia e delle Finanze nel comune di Monselice per delle irregolarità e disfunzioni su pagamenti contestati di indennità, per premi a dirigenti, segretari comunali, comandante della polizia municipale e per la distribuzione del fondo incentivante ai dipendenti, si sta mostrando un nodo difficile da sciogliere. L'ex sindaco Francesco Lunghi aveva fatto tutto il possibile per non far trapelare il contenuto della relazione, messa a disposizione solo dalla nuova amministrazione, che chiamata ad approvare il bilancio consuntivo, approvato ad agosto, aveva dovuto farne riferimento e conseguentemente documentare i consiglieri di opposizione. Appreso il contenuto degli atti, i sei consiglieri non hanno perso tempo ed indugiato ed hanno chiesto la convocazione del consiglio comunale per avere un confronto ed approfondire i vari aspetti della vicenda.Il consiglio comunale di lunedì, in base alla richiesta della minoranza, avrebbe dovuto essere svolto a porte chiuse per trattare un argomento che a loro avviso poteva evidenziare la sensibilità di dati personali dei dirigenti e dei dipendenti, ma l'amministrazione ha rifiutato questo passaggio, come la possibilità di attivare una commissione straordinaria relativa a questo problema. L'amministrazione Bedin e la sua maggioranza consiliare hanno però approvato la mozione concordata con la minoranza e letta da Silvia Muttoni, in cui si valorizza la prima commissione come luogo di approfondimento in merito a queste difformità amministrative riscontrate. Inoltre la maggioranza ha preso un impegno politico formale verso la mozione proposta dalla minoranza, in cui si carico di risolvere la questione, di rendere pubblici gli atti alla fine dell'ispezione e della valorizzazione del lavoro della prima commissione che viene investita di maggiori poteri.«Nelle contro deduzioni del Mef alle quali il comune deve dare risposte entro il 9 novembre - ha chiosato Francesco Miazzi nel suo accalorato intervento in Consiglio - Il tentativo dell'attuale maggioranza di scaricare tutta la responsabilità sulla precedente amministrazione e di ridurre le contestazioni a puro aspetto tecnico - contabile, non regge. La relazione è infarcita di delibere di giunta comunale dov'erano presenti diversi attori ancora in carica. I pagamenti contestati, la distribuzione del fondo incentivante ai dipendenti e le convenzioni contestate, erano stati assunti collegialmente dalla giunta comunale precedente, della quale facevano parte anche gli attuali sindaco Bedin e vicesindaco Parolo. Se al termine delle verifiche dovessero risultare delle responsabilità, qualcuno dovrebbe trarre delle conclusioni politiche - conclude Miazzi - faremo il possibile per evitare che eventuali danni economici provocati da scelte sbagliate alla fine ricadano sui cittadini». --Giada Zandonà BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI