Cinque milioni di bottiglie doc in barba a cinghiali e grandinate

Nicola StievanoVO'. La vendemmia dell'anno scorso aveva battuto ogni record dopo la forte flessione del 2017. Ora la quantità d'uva raccolta in queste settimane torna ai valori "normali", con una riduzione stimata tra il 15 e il 20 per cento, ma con la prospettiva di una qualità decisamente superiore che contribuirà a sostenere i prezzi. Ci sono tutti i presupposti perché la vendemmia 2019, ormai alle battute finali, riservi delle soddisfazioni per i circa 3.700 viticoltori padovani. I grappoli che in questi giorni vengono staccati dai tralci pesano un po' meno e sono più diradati, ma l'uva è sana e presenta tutte le condizioni ideali per il passaggio in cantina.le previsioniLa prospettiva è quella di ottenere dei vini che sul mercato possano anche valere di più. Quest'anno il meteo, nonostante le bizze della primavera sbocciata in anticipo ma con un maggio decisamente fin troppo piovoso, ha giocato a favore, soprattutto nella fase che ha preceduto la vendemmia. Solo qualche grandinata ha rovinato alcuni vigneti. Nel complesso la viticoltura padovana scommette su un'annata positiva, con una quantità d'uva nella media, di poco superiore agli 800 mila quintali, che permetterà di ottenere circa 640 mila ettolitri di vino. i numeriOvviamente la nostra provincia è lontana dai numeri record di Treviso e Verona, ciononostante si è ricavata uno spazio e una identità ben precisa, con vini che si fanno conoscere e apprezzare anche fuori dal Veneto e dall'Italia. La qualità decisamente superiore dovrebbe favorire una ripresa dei prezzi, a tutto beneficio delle aziende che stanno investendo sui vini a marchio d'origine, sul biologico, sulle tecniche di coltivazione sostenibile.area colliSui Colli Euganei si è ormai conclusa la raccolta dei vini bianchi e in questi giorni tocca ai rossi. «Dopo il boom dello scorso anno la vendemmia 2019 è più equilibrata», spiega Lorenzo Bertin, presidente della Cantina Colli Euganei di Vo', «senza particolari problemi sul fronte della sanità delle uve e dei vigneti in genere. Un'annata più "scarica" era ampiamente prevista e fisiologica dopo i volumi dell'anno scorso. Per i bianchi il calo si aggira sul 20 per cento ma le uve sono sane e il grado zuccherino è ideale. Uno dei nostri vini di punta, il moscato, è profumatissimo. Anche i rossi promettono molto bene e quest'anno ci aspettiamo un rimbalzo dei prezzi».le aziendeLa Cantina Colli Euganei conta 550 soci con 600 ettari di vigneto, per una produzione che si aggira sui 100 mila quintali per un fatturato di circa 18 milioni di euro. «L'obiettivo è quello di aumentare il numero di bottiglie», continua Bertin, «abbiamo già superato i 4 milioni e puntiamo ad arrivare a 5 già con questa vendemmia. Si tratta di vini a marchio Doc e Docg, come il nostro Fior d'Arancio e il "Notte di Galileo", un rosso bordolese di cui siamo orgogliosi. È in crescita anche il mercato estero, che copre circa il 15% del fatturato e che puntiamo ad allargare, sia in Europa che in America». i guaiI due problemi che affliggono la viticoltura dei Colli Euganei sono la difficoltà di approvvigionamento idrico in caso di siccità e l'invadente presenza dei cinghiali. «Purtroppo i vigneti più alti non sono raggiungibili con l'irrigazione», aggiunge il presidente della cantina, «quest'anno ci è andata bene ma in caso di annata più avare di pioggia i vigneti andranno in sofferenza. Quanto ai cinghiali, i viticoltori cercano di fare il possibile per tenerli alla larga, diversi hanno costruito recinti elettrificati. Serve un'attenzione maggiore nella gestione dei selecontrollori sotto il profilo organizzativo, in particolare durante la fase di maturazione dei vigneti. E' allora che l'attività di contrasto deve essere più efficace». Giorgio Bellamio, a Valle San Giorgio di Baone, ha dovuto fare i conti con la grandine che a luglio ha colpito il vigneto.«Questo ha bloccato la maturazione di alcune varietà come il serprino, ma nel complesso ci aspettiamo una buona qualità per tutti i vini. C'è attesa per il nostro rosso "Notte di Galileo", ottenuto da Merlot e Cabernet», aggiunge mostrando i grappoli rossi, «attraverso una attenta e particolare lavorazione del vigneto, che contempla anche il diradamento manuale e un limite di grappoli per vigna. È un vino che ha già vinto tanti primi». --