Re dei cattivi o padre tenero Depp, idolo delle ragazzine

Manuela PivatoE il cattivo diventa insospettabilmente buono, quasi sopraffatto dalla tenerezza, o da una notte insonne, quando parla dei figli, i suoi "dei", tradendo lo stupore di vederli improvvisamente grandi, sulla loro strada, probabilmente senza bisogno di lui. È un Johnny Depp riflessivo, con tre orecchini di brillanti a baguette sul lobo sinistro, un tatuaggio per ogni dito della mano destra e la chitarra lasciata nella suite del Belmond hotel Cipriani, quello che sbarca al Lido in una giornata di tregenda. La pioggia decima le eroiche fan che avevano dormito dietro le transenne la notte precedente, chi nel sacco a pelo, chi sul materassino, e che fino all'ultimo, strette sotto gli ombrellini, le mantelle impermeabili, lo aspettano sul red carpet inzuppato. E lui non le delude, firmando autografi, prestandosi ai selfie e finendo inzuppato dalla pioggia tra le lacrime e le dichiarazioni d'amore delle irriducibili.Qualche chilo in più, qualche capello in meno, l'attore porta alla Mostra la figura del non amabilissimo colonnello Joll, incaricato di stare con il fiato sul collo a un magistrato (Mark Rylance) il quale, in attesa di andare in pensione, amministra lo sperduto avamposto sul confine desertico di un impero senza nome. Il film "Waiting for Barbarians" del colombiano Ciro Guerra, presentato ieri in Concorso, è tratto dal libro del premio Nobel John M. Coetzee che Depp, in conferenza stampa, racconta di aver divorato. Già Jack lo Squartatore, per quattro volte Pirata dei Caraibi, gangster in Black Mass, dunque a proprio agio nei panni di fetente, l'attore 56enne riabilita il sentimento disdicevole che gli ha portato fortuna. «Non credo che i cattivi delle storie si sveglino la mattina e, mentre fanno la barba, si dicano: oggi sarò la persona più cattiva del mondo. Penso, invece, che, come per il mio protagonista, dietro ci sia un percorso che ti porta a essere così. Forse, dietro quell'uomo, c'è una persona che nasconde un bambino» dice l'attore, completo blu, camicia bianca, mocassini bicolori «o magari qualcosa che si è spezzato». Nel film, come nella vita, Depp indossa quasi sempre gli occhiali scuri. «Servono per non far vedere le emozioni» spiega «gli occhiali modellano, sono minacciosi, sono un modo per proteggersi dietro un'armatura». Nessuna difesa, invece, quando Depp prende a parlare dei figli, avuti da Vanessa Paradis: Lily-Rose, attrice, e Jack, 17 enne. «È fantastico, vedere a che punto della sua vita è già arrivata Lily-Rose. Quando era più piccola, veniva spesso a Venezia con me. Osservare ora come questa piccola donna si presenti al mondo con grande dignità, evitando di fare film con i quali si guadagna un sacco di soldi, ecco, questo mi riempie di orgoglio. I miei figli sono i miei dei». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI