Colori, forme e idee Il Barbarigo si veste d'arte per il secolo di vita

Elvira Scigliano «Pago debito al Duca d'Aosta che ha inaugurato le porte d'arte e con piacere presentiamo le nostre, che si inseriscono nelle celebrazioni del centenario del liceo Barbarigo». Così don Cesare Contarini, il rettore della scuola di via del Seminario, racconta il progetto di decorare 13 porte dell'istituto con due pannelli per porta. Curatore della mostra permanente l'artista padovano Lorenzo Viscidi, "Bluer", che ha coinvolto i colleghi Laura Alunni, Stefano Appollonio, Luciana Bertorelli, Nadia Blarasin, l'inglese Michael Eldridge, Francesco Borzani, Nilo Cabai, Piero De Campo, Gianni Maran, Giancarlo Caneva, Claudio Mario Feruglio, Jacopo Topazzini. La presentazione ufficiale ieri pomeriggio al Barbarigo, con l'assessore alla cultura Andrea Colasio. «Io ho realizzato un quadro come dipingevo 25 anni fa» ha esordito Bluer «ho evocato un'ascensione musicale con anime e note. Due anime non le ho completate di proposito perché spero siano completate per i 200 anni della scuola». Presenti alcuni degli artisti che hanno narrato i loro lavori: «Prendo spunto dalla strada», rivela Appollonio, «dagli asfalti, dalle strisce pedonali, da piccoli frammenti di città usurata, rovinata dal tempo, dissestata». Viaggiatore in vespa, Appollonio guarda il nero dell'asfalto e il rosso delle strade aeroportuali con occhi poetici: non asfalto, ma magma artificiale: «Prima un getto nero» spiega «poi carteggio, gratto, maneggiando queste resine con inserti metropolitani, come la sgommata di una bici». Guardare la strada invecchiata dal tempo, accozzaglia di grassi e di oli, richiede una sensibilità non convenzionale: «Attacco queste resine con una gestualità distruttiva, proprio come l'uomo della strada odia l'asfalto, ma per me ha un fascino e così offro la mia provocazione».Dalla poetica del realismo all'arte declinata nel mare da Maran, figlio di pescatori o da Cabali, 88 anni di vita e di estro. Passando per la spiritualità della Bertorelli che a Savona ha uno studio che ricorda i loft americani: «Ho realizzato l'opera in due giorni», racconta, «lavorando senza sosta e pensando soprattutto al messaggio. È la danza stilizzata di due angeli, un tema su cui torno spesso perché gli angeli sono realtà esistenti che ci proteggono. Ho usato i colori che mi appartengono (e che veste): arancione, ocra, oro». La Bertorelli ha realizzato di recente un museo live a Liveglia di Bedonia (Parma) per ridestare il suo paese natale: 33 artisti hanno donato ciascuno una scultura che è stata installata sulle strade di Liveglia. All'inaugurazione c'è anche la Blarasin che ha portato «dei totem che si imbrigliano in un collage di titoli di giornale e forme antropomorfe e allusive», spiega l'artista. «Il giallo, che spicca, è il percorso di luce che dà speranza. La mia è una pittura gestuale: incido segni e tracce con forza, con energia». Infine Laura Alunni invita i ragazzi ad una ricerca per scoprire i "graffi" dei suoi pannelli astratti. Servono le luci accese dei cellulari per questa impresa: «la luce», rivela la, «svela trasparenze e velature degli smalti invisibili ad occhio nudo. Dipingo pensando a forme e colori d'impatto perché il mio intento è evocare e non descrivere». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI