Tennis secondo Federer: nove colpi impossibili

«Io credo di soffrire della sindrome di Stendhal (chi si commuove di fronte ad un'opera d'arte) applicata al tennis. Potremmo chiamarla sindrome di Federer, oppure sindrome DFW (David Foster Wallace), dal nome dello scrittore americano che per primo ne descrisse con grande precisione gli effetti: di fronte ai suoi gesti e alle sue gesta mi commuovo come se stessi ammirando la più straordinaria opera d'arte che sia mai stata creata». Simone Fornara è uno scrittore e grande appassionato di tennis e inizia in questo modo, con un mix tra una dichiarazione d'amore e un saggio di filosofia estetica, il suo volume Il dio della racchetta. Il tennis di Roger Federer raccontato in nove colpi impossibili (UltraSport, Lit edizioni, 14 euro). I colpi impossibili dello svizzero sembrano essere inarrivabili da un comune mortale o comunque da qualsiasi altro tennista: chi cerca di farli lo fa solo per puro caso, non si tratta di strategia o anche sola tattica. «Federer certi colpi li pensa. Li pensa e li prepara nei minimi dettagli. E poi li esegue» è così che l'ultimo vincitore (per l'ottava volta) di Wimbledon diventa una vera e propria divinità, come se non fosse soggetto alle leggi della fisica che governano noi e il pianeta. Accade raramente: a Michael Jordan nel basket, al nostro Alberto Tomba nello sci, a Muhammad Ali nella boxe. I nove colpi sono descritti dettagliatamente, da chi li ha visti, rivisti e poi ancora visti magari al rallentatore, per coglierne ogni effetto e sfumatura. Il pallonetto in allungo all'indietro messo in campo contro Andre Agassi viene definito come uno dei punti «più pazzeschi della storia del tennis», e si scomodano Nureyev e Gesù, sacro e profano, per descrivere questi momenti, questa sorta di miracoli. Ci sono poi colpi inventati, sfacciati, strabici e, naturalmente, epici.Come a Wimbledon 2008, quando, per la terza volta consecutiva, la finale se la giocano l'alfa e l'omega della racchetta, lo ying e lo yang, la Svizzera e la Spagna: Federer e Nadal. L'intero stadio si alza in piedi dinanzi all'ennesimo miracolo, Federer che tira fuori dal baratro un colpo epico. È un libro, questo, scritto con amore e devozione. Corredato da un utile glossario per chi di tennis mastica poco ma ugualmente vorrà leggere le gesta di un vero fuoriclasse. Annalisa Celeghin