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Compie 35 anni lo Studio Marijke, lo spazio espositivo che per 10 anni ha avuto la sua vetrina pure in via Boccalerie e la sua base di via Gabelli, una parentesi sul gioiello contemporaneo con quella ventata di internazionalità impressa da Marijke Vallanzasca, appassionata d'arte e di gioielleria d'autore. Un percorso iniziato alla fine degli anni '70, quando Mario Pinton portò una ventata nuova in città, partendo dall'istituto Selvatico, rimasto negli anni un punto di riferimento per la formazione di artisti e orafi. In quest'atmosfera è iniziato il lavoro appassionato di Marijke, alla ricerca di stimoli, grazie ai viaggi in nord Europa, scambi e curiosità tipica di un'artista che ha saputo riconoscere talenti come Baker e Janna Syvanoia, organizzando collettive e mostre, circa 80 in tutto. Questi 35 anni di lavoro si riassumono in quella che è l'ultima mostra, aperta nello spazio in via Gabelli fino a martedì 20 (su appuntamento 3483136216). "Ancora una volta..." è il nome di quest'ultimo viaggio con le opere di 72 artisti, alcuni visti anche nella mostra "Sconfinamenti" organizzata qualche anno fa al Pedrocchi, che toccano buona parte dei Paesi europei per arrivare in Giappone. Le tracce dei primi minimalisti olandesi, che stupirono Marijke già alla fine degli anni '60, come il britannico Michael Rowe, l'olandese Gijs Bakker e la moglie Emmy van Leersum. La mostra raccoglie anche i lavori di Chiara Antonietti, Elisa Deval, Stefano Fronza, Eugenia Ingegno, Stefania Lucchetta, le astrazioni dell'affermata designer Alba Polenghi Lisca, gli ultimi consapevoli lavori di Giorgio Cecchetto e due lavori di Bruno Martinazzi, tra cui un inedito astratto pezzo storico (1965). (E.Bol.)