«Altro che proteggere le donne così si finisce per danneggiarle»

di Claudio Baccarin wPADOVA «Il diritto al congedo mestruale, di tre giorni al mese, per le lavoratrici? Dai, diciamolo, è una cretinata». Non usa giri di parole Marina Salamon, imprenditrice, presidente di Altana (azienda leader nel segmento luxury dell'abbigliamento per bambini), bocciando senza appello la proposta di legge presentata da quattro deputate del Partito democratico, tra le quali la trevigiana Simonetta Rubinato e la vicentina Daniela Sbrollini. Presidente Salamon, perché definisce tout court una cretinata la proposta di legge sottoscritta dalle deputate venete Rubinato e Sbrollini? «Guardi, per un semplice motivo. Quando uno sta male, per qualunque ragione, che sia un uomo o donna, può mettersi in malattia e non andare a lavorare». E allora questa proposta di legge non dà una una mano alle donne? «Diciamo che è un tipico esempio di ciò che, credendo di aiutare le donne, in realtà finisce per danneggiarle. Già il tasso di disoccupazione femminile è molto più elevato di quello maschile». Come mai? «I datori di lavoro sono spaventati quando devono assumere una donna: pensano alla cura dei figli, della famiglia, degli anziani». Nella relazione che accompagna la proposta di legge si dice però che i dati sulla dismennorea, ovvero il ciclo mestruale doloroso, sono allarmanti. Ne soffrirebbe dal 60 al 90% delle donne». «Mah, il dato a mio avviso non sta in piedi. Comunque, qualunque sia il dato statistico, questa è la tipica proposta che butta all'indietro il diritto delle donne all'accesso al mondo del lavoro. Questa proposta si illude di proteggere le donne e in realtà provoca l'effetto contrario: così si porta indietro la questione femminile. Forse anche gli uomini sarebbero contenti qualche volta di beneficiare di un periodo di congedo parentale per accudire la famiglia». La proposta Rubinato-Sbrollini prevede però che sia il medico a certificare, annualmente, che la lavoratrice soffre di dismenorrea. «Anche la pillola anticoncezionale cura la dismenorrea. Tante amiche che l'hanno presa mi hanno confermato che la pillola regola anche il ciclo mestruale. Allora, tornando alle lavoratrici, per avere delle statistiche attendibili dovremmo considerare anche quante donne donne prendono la pillola». Però sarebbe il medico a certificare che una lavoratrice soffre per un ciclo particolarmente doloroso. «Ma i medici, su richiesta, e per non sbagliare diganosi, certificano un po' tutto... Non c'è un misuratore della soglia del dolore individuale». Le proponenti sostengono che, nella scuola, il tasso di assenza per ciclo mestruale va dal 13 al 51 per cento, mentre nel privato si va dal 5 al 15 per cento. «A me risulta che nel privato la percentuale media di assenza, di uomini e donne, sia del 4-5%. Quindi, considerando che tra ferie, permessi e festivi, i giorni lavorativi amnontano circa a 220 all'anno, i giorni di assenza sono 8-10 al massimo. Mi pare che nel pubblico le cose siano un po' diverse e che si arrivi a un assenteismo del 20%». L'onorevole Brunetta, ai tempi in cui guidava il ministero della Funzione pubblica, era particolarmente sensibile al tema... «Mi risulta che anche il ministro Madia abbia assunto di recente dei provvedimenti contro i furbi. In ogni caso, mi chiedo, soffrono di più quelli che lavorano nel settore pubblico?». Presidente Salamon, la proposta arriva da quattro parlamentari del Partito democratico. «Guardi, non m'interessa: nel Pd convivono tante anime. Io rilevo sono che si tratta di una proposta vetero, e non aggiungo cosa. È una proposta antistorica. Sicché il commento più spontaneo che mi viene è un bel "ma va là"». Senta, questo è il tipico intercalare dell'avvocato-senatore Niccolò Ghedini. «Allora mi butto su un bel "ma dai" o su un"ma ti prego". Io non so se le parlamentari abbiano valutato l'effetto psicologico che una proposta di legge del genere può produrre sui datori di lavoro». In Giappone però il congedo mestruale c'è dal 1947. «Ma in Giappone fanno metà delle vacanze dell'Italia. E lì licenziare è facilissimo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA