«Tocco il mondo di Tolo e mi piace»

di Michele Bugliari Roger Glover e Tolo Marton insieme per una grande esibizione rock, domenica 17 alle 18, al Cinema Teatro Italia di Dolo. Il leggendario bassista dei Deep Purple tornerà così a esibirsi assieme al raffinato chitarrista rock trevigiano, stimato in tutto il mondo, a quattro anni dal loro primo concerto insieme al Teatro Corso di Mestre. Roger Glover, che repertorio eseguirà assieme a Tolo Marton? «Suoneremo delle canzoni di Tolo, mie e di Jimi Hendrix. Cercheremo di divertirci con la musica, non sappiamo ancora esattamente cosa suoneremo. Comunque, abbiamo già suonato insieme quattro anni fa e ha funzionato alla grande. Credo che anche il prossimo concerto sarà davvero forte». Le atmosfere musicali dei suoi dischi da solista sembrano più vicine a quelle di Marton che a quelle dei Purple. «Mi piace comporre con i Purple in una jam, ma mi piace anche scrivere in una notte tranquilla da solo con la chitarra. Cerco di scrivere canzoni introspettive come Ry Cooder e Randy Newman, forse sotto questo aspetto il mondo di Tolo è vicino al mio». Le piacerebbe fare un disco con Marton? «Sarebbe interessante, è solo un problema di trovare il tempo per farlo». Lo scorso ottobre, lei mi disse che a febbraio i Deep Purple avrebbero cominciato a incidere un nuovo album. «È quasi finito. Credo uscirà entro la fine dell'anno. Il produttore è sempre il grande Bob Ezrin. Alcune canzoni sono state scritte singolarmente e altre con la band al completo in delle jam ». L'8 aprile i Deep Purple saranno introdotti nella Rock ‘n' Roll Hall of Fame, un riconoscimento tardivo. «Penso la stessa cosa, anche se è bello ricevere un riconoscimento e significa molto per i fan. Magari ce l'avessero dato quando Jon Lord era vivo». Steve Morse e Don Airey non saranno introdotti nella Hall of Fame. «Sono molto dispiaciuto per il fatto che loro due siano stati esclusi. La trovo una cosa incomprensibile anche perché Steve è da 22 anni con noi. Comunque, alla fine della cerimonia si esibirà la band attuale con Steve e Don». Anche Ritchie Blackmore, storico chitarrista dei Purple, sarà introdotto nella Hall. È vero che il vostro manager Bruce Payne si è opposto alla sua presenza alla cerimonia? «No, non è vero. Ritchie ha sempre detto che non ci sarà ma è libero di venire». Nel 1973, Blackmore la cacciò dai Deep Purple. Come mai nel 1978 accettò il suo invito a entrare nei Rainbow? «Ritchie mi disse: "Non è una questione personale ma di lavoro" e dovetti lasciare la band. Fu dura per me. Dopo qualche anno lo ritrovai in uno studio di registrazione, e un paio di anni più tardi cominciai a produrre i suoi Rainbow, poi a suonare, a scrivere canzoni e alla fine entrare nel gruppo fu naturale. Comunque, non ho mai provato odio per Ritchie né per nessun altro, spesso i rapporti tra persone cambiano». Fare parte di una band per così tanto tempo è stata anche una scuola di vita? «Lavorare in una band mi ha dato molte cose. La più importante: viaggiare, e quindi capire che la gente in tutto il mondo fondamentalmente è uguale». Se dovesse portare in un'isola deserta tre dischi dei Purple quali sceglierebbe? «"Made in Japan", "Perpendicular e "Now What?!" ma anche il prossimo disco di cui sono molto fiero». E i tre dischi di altri artisti? «Ne sceglierei uno solo "Music for 18 musicians" di Steve Reich, non ci sono canzoni, né testi ma musica dalle incredibili vibrazioni». Biglietti: 25 euro più diritti di prevendita (vivaticket.it e www.ticketone.it). I proventi del concerto saranno devoluti alle associazioni per le cure oncologiche. Informazioni: ianbos01@gmail.com.