SmoKings di Fornasiero: i fratelli Messina contro tutti

PADOVA "Questo film può nuocere gravemente a voi e alle persone che vi stanno intorno". Comincia con un monito, secco e lapidario come quello che solca i pacchetti di sigarette, il documentario "SmoKings" di Michele Fornasero. Lettere in bianco su sfondo nero, per una storia, in realtà, ricca di sfumature. Molto più di cinquanta. Certo il grigio, in questa piccola produzione cinematografica, è il colore dominante: quello del fumo di combustione di tante sigarette accese e quello che ammanta l'atmosfera da gangster-movie che il regista, dopo quattro anni di lavoro, ha scelto di adottare per raccontare l'incredibile vicenda di Carlo e Gianpaolo Messina. Due fratelli "in attesa di giudizio", sui quali pende l'accusa di contrabbando di tabacchi lavorati ed evasione fiscale per 90 milioni di euro. In pochi anni, i fratelli Messina sono riusciti a far arrabbiare le "sette sorelle" del tabacco (Philip Morris su tutte), il Governo americano e, da ultimo, lo Stato italiano. Colpa di un business di vendita online di sigarette attraverso il sito Yesmoke.com che, nel 1999, ha fatto la loro fortuna: migliaia di persone acquistavano (esentasse) stecche di Marlboro, Camel e Lucky Strike a un prezzo stracciato. Troppo remunerativo per non dare nell'occhio, tanto che, nel 2004, la Philip Morris riesce a disarcionarli e a porre fine alla loro "concorrenza sleale". Ma i fratelli Messina non sono tipi che si arrendono e, con i proventi di quella attività, fondano una piccola azienda di sigarette a Settimo Torinese, pronta a battagliare di nuovo contro la lobby del tabacco e un nuovo nemico: l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dello Stato Italiano che, il 27 novembre dell'anno scorso, li fa arrestare. Eroi o briganti? Alfieri contro le multinazionali o semplici difensori del proprio tornaconto? Fornasero sospende il giudizio e lascia che siano le immagini - spesso giocate sull'omaggio tarantiniano in stile "Le iene" - e le parole di illustri testimoni della vicenda (dall'ex presidente dell'Ue Romano Prodi, al portavoce del Bureau del tabacco, dall'ex direttore delle dogane svizzere all'avvocato difensore della Yesmoke ) a guidare lo spettatore nel dedalo dell'industria tabagista, tra ricorsi al Tar e occupazioni della fabbrica. Forse il regista e il produttore Simone Catania, si sbilanceranno un po' di più stasera, quando saranno ospiti del MultiAstra di Padova (ore 21) per la proiezione. Molto fumo, ma anche molto arrosto. Marco Contino