Comuni e Province: tagli insostenibili

di Vindice Lecis wROMA La legge di stabilità avrà un impatto di 3,7 miliardi sui Comuni e non di 1,2 miliardi come previsto dal governo. L'allarme arriva da Piero Fassino, presidente dell'Anci, che ha illustrato questi dati durante un incontro con l'esecutivo. La risposta di Renzi si è concretizzata in un annuncio: «Basta miriade di tasse e tributi. In prospettiva faremo una local tax». Il sottosegretario Delrio spiega che l'obiettivo sarà il raggiungimento dell'autonomia fiscale e organizzativa. Con i Comuni, ammette però Delrio, ci sono «notevoli divergenze di calcolo e si istituirà un tavolo tecnico» per un confronto. Il governo annuncia disponibilità a dialogare ma non a toccare i confini dei tagli. Renzi in cambio afferma che sta già indebolendo il peso politico delle Province a vantaggio del ruolo dei sindaci nel rapporto con le Regioni. Ai Comuni chiede «chiarezza sulle società partecipate» ribadendo che il governo sta «aggredendo la spesa centrale» e annunciando che presto saranno on-line le spese dei ministeri. Oltre a quella con i Comuni (e i sindacati), il governo ha ancora aperta la partita con l'Europa. Il primo via libera ottenuto da Bruxelles alla legge di stabilità non significa che l'Italia non debba temere altri pronunciamenti. La Commissione europea valuterà il dettaglio delle misure, anche alla luce delle previsioni economiche autunnali, e poi esprimerà un parere entro novembre. Il vice presidente Katainen non esclude infatti che possano essere indicate ulteriori modifiche e correzioni: «Il fatto che non abbia riscontrato serie deviazioni dalle regole del Patto, non significa che i piani lo rispettano appieno, non pregiudica la nostra analisi finale e non esclude che la Commissione possa adottare procedure nell'ambito del Patto». La strada è ancora in salita nonostante le misure aggiuntive per la correzione dei conti pubblici. L'incontro con l'Anci non è andato certamente nel migliore dei modi, marcando una certa divaricazione. «Ci sono problemi di sostenibilità» si lamenta Piero Fassino. I sindaci neo eletti presidenti delle Province denunciano che con la legge di stabilità «non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini». Se il governo «non riterrà di rivedere l'attuale impostazione» Province e Città metropolitane «non possono assumersi alcuna responsabilità per le gravi conseguenze» che ne potranno derivare per i cittadini. I servizi che curano riguardano 5.100 scuole (con 2 milioni e 500mila studenti), 130mila chilometri di rete viaria nazionale (tra cui 38mila di strade montane), la tutela dell'ambiente e degli interventi contro il dissesto idrogeologico. Questi servizi hanno avuto nel 2014 un costo di 3 miliardi 188 milioni. I tagli del governo porteranno a 2 miliardi le risorse per il 2015, 1 miliardo nel 2016 e nulla nel 2017. Renzi replica che il contributo chiesto agli enti locali «è proporzionale e sopportabile» ma si dice aperto al confronto, pur senza toccare i saldi di bilancio. Sulla legge di stabilità interviene anche Susanna Camusso secondo la quale non basta intervenire sul versante fiscale ma creando lavoro mettendo in campo una Patrimoniale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA