Cgil e Fiom verso lo sciopero generale contro il governo

ROMA «Ci conteranno uno a uno» dice Susanna Camusso, alla vigilia della manifestazione di Cgil e della Fiom contro le politiche economiche del governo. Tre grandi cortei che partiranno la mattina per convergere in piazza San Giovanni per il comizio finale. «Dai segnali che abbiamo sarà una grandissima manifestazione, i territori stanno prenotando pullman anche fuori dall'Italia» assicura Maurizio Landini. Numeri non ne fanno né la segretaria generale della Cgil né il leader dei metalmeccanici Fiom. Ma a mezza voce i sindacati sperano di portare a Roma un milione di persone per la prima tappa di un percorso di lotte che potrebbe portare presto a uno sciopero generale. La notizia l'ha data ieri Nichi Vendola. «I tempi sono maturi, oggi Camusso lo annuncerà», ha detto il leader di Sel irritando il segretario generale della Cgil. «Decidiamo da soli le nostre iniziative», ha ribattuto Camusso. 24 ore dopo lo sciopero dell'Usb contro la legge di stabilità, lo jobs act e la riforma delle scuola targata Renzi-Gannini però è probabile che Cgil e Fiom oggi annuncino davvero lo sciopero. Per assicurarsi la massima partecipazione Camusso ha inviato una e-mail a tutti gli iscritti e ha lanciato un appello anche ai precari e agli studenti perché si mobilitino contro lo jobs act e contro le ultime scelte del governo. «Su lavoro e economia non c'è più consenso con le politiche del governo, non è piaciuta la scelta di andare in tv per parlare di licenziamenti e di voler prendere come riferimento il programma di Confindustria», assicura Landini. L'intenzione della Cgil è quella di aggregare intorno alle parole d'ordine della Cgil - «Lavoro, dignità, uguaglianza» - anche i lavoratori di Cisl e Uil, sindacati che non hanno aderito alla manifestazione. In piazza comunque scenderà anche l'Ugl con una sua piattaforma. In piazza con i sindacati ci saranno anche esponenti della minoranza del Pd, da Fassina a Civati. E ci saranno anche gli ex segretari della Cgil, Cofferati ed Epifani, e Bertinotti. A largo del Nazareno però negano che a Roma si consumerà un derby a distanza tra Leopolda e piazza San Giovanni. «La partecipazione della minoranza Pd alla manifestazione è del tutto legittima», dice Debora Serracchiani, vice segretaria dem «Se la Cgil ha assunto questa decisione lo ha fatto per ragioni sue e non esprimiamo giudizi: questo però non è il momento degli scontri, sarebbe il momento di unire le forze», dice alla vigilia della prova di forza dei lavoratori il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. «L'appello a unirci da una associazione di imprese mi stupisce molto, visto che siamo ormai alle prese con grandi imprese che decidono di licenziare e che non mi pare si stiano facendo carico del tema del lavoro» commenta Susanna Camusso. (m.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA