Biogas, tra un mese la commissione Via

MONSELICE Biogas all'Agricola Berica, partono le contromosse. Ieri pomeriggio è tornata a riunirsi a Venezia la Commissione Via, che deve decidere sul rilascio della Valutazione di impatto ambientale al controverso impianto per la produzione di energia dagli scarti del pollame nell'azienda di via Rovigana. Il Comune ora si fa forza della variante approvata all'unanimità dall'ultimo consiglio comunale, che fissa a 300 metri la distanza dalle abitazioni per impianti di questo tipo. Di fatto, mettendo fuori legge il progetto della Berica. Che dal canto suo ha già in piedi un ricorso al Tar contro il Comune. Dopo i vari incontri della commissione istituita sul tema a Palazzo Tortorini, che comprende maggioranza e opposizione, si è giunti alla nomina di un consulente per il Comune: si tratta di Marco Stevanini dello studio Terra srl. Ieri quindi il Comune è tornato a far sentire la propria voce in Regione, alla presenza dell'assessore all'ambiente Giorgia Bedin ma anche degli ex consiglieri Gabriella Zanin e Francesco Miazzi, presentatori delle osservazioni al progetto. «Abbiamo ottenuto un termine di 15 giorni per depositare un'ulteriore nota cautelare» spiega Bedin «il nostro tecnico ribadirà la posizione di contrarietà al progetto. La commissione regionale si riunirà tra circa un mese per valutare se rilasciare o meno la Via. Anche nel caso il progetto passasse, abbiamo ottenuto che la Berica potrà utilizzare solo materiali prodotti all'interno dello stabilimento». A breve è previsto un incontro a San Bortolo per illustrare il progetto anche alla cittadinanza, sarà invitata anche l'azienda. «La partecipazione delle minoranze al tavolo di lavoro istituito dall'amministrazione ha reso possibili concreti passi avanti nella tutela del territorio e in particolare della frazione di San Bortolo» commentano Francesco Corso, Vittorio Ivis, Giorgio Riello, Luisa Coletti, Andrea Bernardini, Santino Bozza e Gabriella Zanin. Mentre Francesco Miazzi sottolinea: «Non ci tranquillizza il fatto che l'impianto possa essere autorizzato escludendo l'utilizzo di scarti esterni. Il disastro prodotto da analoghi impianti presenti nella regione ci trova fermamente convinti ad opporci in tutti i modi alla realizzazione di questo progetto». Francesca Segato