L'educatore-pedofilo starà in cella fino al 2030

Hanno pedinato un sospetto assuntore di cocaina che li ha portati dritti dal suo spacciatore: i carabinieri di Agna hanno arrestato l'altra sera Hicham Boufaris, 33 anni, già noto alle forze dell'ordine. L'uomo è stato sorpreso dai militari mentre cedeva davanti casa sua, in via Vetta a Monselice, una dose di cocaina a un quarantaduenne di Pozzonovo. Quest'ultimo è stato segnalato all'autorità come assuntore di sostanze stupefacenti, mentre per il trentatreenne sono scattate le manette. In casa aveva tutto il necessario per confezionare le dosi di cocaina, oltre a mille euro in contanti, che i carabinieri ritengono frutto dell'attività di spaccio. L'arresto di Boufaris è stato convalidato ieri mattina: l'uomo rimane agli arresti domiciliari a disposizione dell'autorità giudiziaria. di Cristina Genesin wBAONE Giovanni Piovan, classe 1963, ex educatore pedofilo: fine pena 22 maggio 2030. Adesso la speranza che il futuro abbia un finale diverso è definitivamente chiusa nel cassetto. L'ordine di esecuzione della pena è già stato notificato a tutti gli interessati dal difensore al condannato, dall'Ufficio recupero crediti del tribunale al giudice dell'esecuzione. Doppia la condanna per molteplici episodi di violenza sessuale su minori, confermata in appello in entrambi i casi: facendo i conti, il cumulo pena complessivo è di 17 anni di carcere oltre all'interdizione perpetua sia dai pubblici uffici che dall'ufficio di tutore. Tredici i giorni di reclusione scontati in via preventiva: l'Ufficio esecuzione penali ha quantificato in 16 anni, 11 mesi e 17 giorni il periodo da passare dietro le sbarre. Un periodo iniziato di fatto il 6 giugno 2013 quando i carabinieri sono andati a prelevare Piovan nella sua abitazione a Ponso, il giorno successivo a quello in cui la Corte d'appello di Venezia aveva confermato la prima condanna in primo grado. Da allora Piovan si trova rinchiuso nella casa di reclusione di Padova nel piano riservato ai detenuti per reati sessuali. Restano, dunque, da scontare oltre 15 anni e mezzo. L'uomo (sposato e con figli ormai adulti, ex camionista prima, poi allevatore di capre da quando sono esplosi i guai giudiziari) aveva fondato nell'Estense due comunità per minori in difficoltà gestite attraverso la cooperativa "La Gabbianella" e l'associazione "Insieme Per" in collaborazione con la moglie (estranea ai procedimenti penali): gli ospiti erano tutti ragazzini o bambini provenienti da famiglie disagiate e affidati alle sue cure anche dalle Usl del territorio che, nonostante vari sopralluoghi, non s'erano mai accorte di nulla. Anzi, dell'inferno in cui i piccoli ospiti erano costretti accanto all'educatore-orco, vittime di continue violenze sessuali e punizioni azzerate solo dall'accettazione dei morbosi ricatti di Piovan, attirato in particolare dalle coppie di fratellini. Il pm Benedetto Roberti, che coordinò le due inchieste, aveva osservato durante la sua requisitoria nel corso di uno dei processi: "Piovan cercava il contatto fisico a ogni costo con mani che scendevano nelle parti intime, approfittando della vasca per l'idromassaggio o della serata trascorsa sul divano davanti alla tivù... La sua logica perversa? Soddisfare gli impulsi sessuali approfittando della propria posizione... Con tecnica manipolatoria... creava il legame, assumeva una posizione di potere e scattavano i ricatti sessuali". Per gli abusi nei confronti di tre ragazzini il 23 maggio 2011 Piovan è condannato a 11 anni e 6 mesi, pena confermata in appello il 5 luglio 2012 e diventata definitiva il 5 giugno 2013 ma ridotta a 9 anni e 6 mesi perché alcuni episodi sono risultati prescritti (la prescrizione scatta dalla data del primo reato contestato). Sempre il tribunale di Padova infligge a Piovan altri 7 anni e mezzo l'11 luglio 2012 per le violenze su altri due ragazzini, pena confermata dai giudici di secondo grado il 10 luglio 2013 e passata in giudicato, cioè definitiva dal 30 aprile scorso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA