Addio a Bradlee, il "Post" in lutto

di Andrea Visconti wNEW YORK La straordinaria carriera di Ben Bradlee si riassume in una sola parola: Watergate. Era lui il direttore del Washington Post quando nel 1972 il quotidiano della capitale americana rivelò uno scandalo politico che portò alle dimissioni dell'allora presidente Richard Nixon. Bradlee è morto ieri a Washington all'età di 93 anni dopo essere diventato nell'immaginario collettivo il "volto" di un grande direttore di giornale. Aveva allo stesso classe e grinta quando nel suo ufficio tutto a vetri comunicava con una redazione di giornalisti d'assalto pronti a portare alla luce qualsiasi abuso, scandalo e intrigo del governo americano. Iniziò la sua carriera proprio al Post quando questo era un giornalino locale di poco conto. Ci ritornò alcuni anni più tardi, dopo avere fatto esperienza al settimanale Newsweek. E sotto la sua carismatica direzione il Post divenne una delle più importanti testate al mondo. Il primo grande scoop realizzato dai giornalisti di Bradlee fu nel 1971 con i cosiddetti Washington Papers, documenti riservatissimi che la Casa Bianca tentò di proteggere a tutti i costi bloccandone la pubblicazione. Ma Bradlee, appoggiato dall'editore "storico" del Post, Katherine Graham, si assunse il rischio di pubblicarli. Avrebbe potuto essere la fine della sua carriera. E invece fu l'inizio di una leadership leggendaria in cui la redazione capì di essere guidata da un uomo che credeva profondamente nella libertà d'informazone. Una convinzione così profonda che portò il Post a fare lo scoop del Watergate, guadagnadosi una reputazione incrollabile nei decenni successivi. Era il 17 giugno 1972. Era emerso un fatto di cronaca che la Casa Bianca aveva caratterizzato come «uno scasso di bassa lega». Qualcuno si era infiltrato di nascosto nei quartieri generali del Partito Democratico all'Hotel Watergate di Washington. A due bravissimi cronisti di Ben Bradley la cosa non tornava. Bob Woodward e Carl Bernstein si misero al lavoro attivando tutte le loro fonti. Portarono a galla uno dei più grossi scandali politici della storia Usa: fondi segreti, spionaggio, sabotaggio e intercettazioni che partivano dal massimo centro del potere, la Casa Bianca di Nixon. Una vicenda di portata storica che divenne poi il film "Tutti gli uomini del presidente". ©RIPRODUZIONE RISERVATA