Rincaro per le sigarette e calo per le e-cig

ROMA Aumento per le sigarette, calo per le e-cig. Le commissioni Finanze di Camera e Senato hanno dato parere positivo allo schema di decreto legislativo della delega fiscale che rivede l'imposizione sul "fumo". Ora la norma dovrà tornare all'esame del Cdm. Il governo dovrà comunque tener conto della recente pronuncia della Corte di Giustizia Ue secondo la quale (dopo il ricorso presentato nel 2012 dalla Yesmoke Tobacco contro il Mef) le sigarette, a prescindere dal prezzo, devono avere accisa uguale: applicare una accisa minima alle "bionde" con prezzo inferiore a quello di altre della classe di prezzo più richiesta è infatti contrario al diritto Ue. Ma nel Cdm dello scorso 13 luglio, al primo via libera del provvedimento, a incidere «in misura più rilevante sui prezzi molto bassi ed in misura più attenuata sui prezzi via via più elevati così da implicare un riposizionamento verso l'alto dei prodotti di prezzo basso e molto basso». Insomma il Governo dovrà prima risolvere questo "conflitto". Le Commissioni intanto, nel parere approvato ieri, chiedono al governo di valutare «la possibilità di ridurre» l'accisa sulle sigarette elettroniche, di «giungere alla definizione di una base imponibile certa» e di «prevedere eventualmente un regime transitorio». Il dlgs prevede per le e-cig un'imposta pari al 60% dell'accisa gravante sull'equivalente quantitativo di sigarette, da stabilire con un'ulteriore norma delle Dogane. Per le bionde "tradizionali" invece il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta commenta: «L'approvazione rappresenta un importante passo avanti nella modernizzazione e regolazione del settore. Le scelte operate sulle modalità di intervento fiscale tra i diversi prodotti e sue quantità realizzano un importante e durevole equilibrio tra le esigenze del mercato e quelle di tutelare sempre più la salute dei cittadini, anche alla luce delle direttive europee». Ma il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone è critico: «Ritengo che il Governo e la maggioranza abbiano commesso un errore con il decreto delegato in questione». C'è infatti secondo Capezzone «un intervento che rischia di portare ad un aumento delle sigarette, in particolare nella fascia di mercato più bassa».