In tremila da Padova a Roma con la Cgil

PADOVA Sarà imponente la partecipazione dei lavoratori e dei pensionati padovani alla manifestazione nazionale, organizzata dalla sola Cgil, che si terrà sabato prossimo a Roma, con due megacortei che partiranno da piazza della Repubblica (dove confluiranno i veneti ) e dalla stazione Ostiense, per concludersi nella storica piazza San Giovanni in Laterano, dove parlerà Susanna Camusso. Da Padova e provincia partiranno, nella notte, tremila persone, tra cui anche tanti non iscritti al sindacato. Al momento le corriere già prenotate sono 41, ma non è escluso che tra due giorni i bus diretti alla capitale possano essere 50. Più o meno lo stesso numero di corriere padovane (53), che il 23 marzo 2002 andarono a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale, con tre milioni in piazza, contro il governo Berlusconi. Dalla sede di via Longhin, alle 23, partiranno 16 bus, mentre gli altri si muoveranno da Cittadella, Camposampiero, Montagnana, Este, Monselice, Conselve, Piove di Sacco e Abano Terme. Il viaggio è a carico della Cgil. Andranno a Roma anche due corriere cariche di studenti, coordinati da Enrico Mazzo e Alessandro Asmundo. Ieri mattina i motivi della manifestazione romana, intitolata "Lavoro, Dignità ed Uguaglianza per Cambiare l'Italia" sono stati illustrati da Christian Ferrari, segretario generale; da Aldo Marturano, segretario organizzativo e dagli studenti Mazzo e Asmundo. «Abbiamo effettuato 400 assemblee e abbiamo distribuito cinquantamila volantini nei mercatini dei paesi e della città», ha detto Marturano. «Abbiamo tenuto, a Ponte San Nicolò, un direttivo sindacale con 300 delegati, in cui l'analisi delle cose che non ci vanno bene sono state affrontate sempre a livello unitario e con la piena collaborazione tra lavoratori delle aziende private e dipendenti pubblici. Ovunque abbiamo toccato con mano la rabbia e la disperazione di chi guadagna poco con il proprio lavoro oppure è già rimasto senza lavoro, senza alcuna prospettiva per il futuro». Tosto anche il commento del segretario generale: «Andiamo a Roma non solo per protestare contro il Jobs act e il Patto di stabilità, ma anche e specialmente per proporre al governo Renzi- Padoan quelle che sono le nostre scelte sul lavoro, in particolare sull'Articolo 18 e sul Contratto a tutele crescenti, per combattere la precarietà e rilanciare l'occupazione, specialmente quella giovanile. A Roma anche per gridare, durante il corteo, che i dipendenti pubblici non possono più restare senza il rinnovo del contratto e che 15 miliardi di tagli alla spesa pubblica sono troppi». Mazzo e Asmundo hanno osservato che i giovani non possono più continuare a vivere senza la certezza di un futuro più roseo di quello attuale e che lo Stato non può e non deve effettuare altri tagli alla cultura, alla scuola, all'università e alla ricerca. (f.pad.)