Sindacati divisi, il premier sfida la Cgil

di Gabriella Cerami wROMA «Ci ha fatto aspettare sul ballatoio». E già il luogo dell'attesa a Susanna Camusso non va molto a genio: «Speravo in un'accoglienza un po' più piacevole». Poi, nella sala Verde di Palazzo Chigi, quella classica della concertazione tra governo e parti sociali, l'umore non migliora. Un minimo segnale di disgelo tra il premier e la leader della Cgil non c'è. Anzi, tra i due è come se l'incontro fosse finito ancora prima di iniziare. Camusso conferma la manifestazione del 25 ottobre contro il jobs act e Renzi risponde: «Dissentono? Bene, è la democrazia. Ma i veti non ci bloccheranno». Alla fine dell'incontro il premier è soddisfatto: «Li ho accontentati - dice ai suoi - li ho ricevuti come chiedevano e loro si sono spaccati» «Non vi voglio dividere...», aveva detto Renzi poco prima nella sala Verde. Ma di fatto è successo. Risultato? La Cgil manifesterà da sola, mentre la Cisl scenderà nelle piazze di tutta Italia la settimana prima a parlare di fisco. Il sindacato guidato da Annamaria Furlan e la Uil credono nella «svolta possibile» perché ieri «si è aperta una nuova stagione: quella del dialogo». Visione troppo ottimistica per la numero uno della Cgil: «Non è emersa nessuna disponibilità a discutere». Per il momento, il dialogo è fermo ai titoli: legge sulla rappresentanza, contrattazione di secondo livello, salario minimo. Titoli da sviluppare in un secondo momento: «Vedremo se ci saranno le possibilità», dice il premier. Intanto si parla di jobs act. Per Camusso «la decisione di mettere la fiducia radicalizza ancora di più il fatto che non c'è il confronto con le organizzazioni sindacali». Il dissenso sull'abolizione dell'articolo 18 resta «totale». E anche qui Renzi spiega come le tutele resteranno per i licenziamenti di tipo disciplinare e discriminatorio mentre non varranno per quelli economici: «Gli imprenditori devono sapere come dismettere la loro azienda, altrimenti non investono in Italia». Plaudono Confindustria e le associazioni degli imprenditori. Mentre sul Tfr in busta paga si cerca un punto d'incontro: sarà a discrezione dei lavoratori e si farà se le banche potranno dare i soldi alle imprese. Tornando ai sindacati, Renzi sorprende tutti annunciando «sorprendenti punti d'intesa». Qualcuno rimane perplesso, sicuramente la Cgil che viene sfidata dal premier. «Ci vediamo il 27 ottobre dopo i tre milioni in piazza», dice Renzi riferendosi alla manifestazione di Cofferati del 2002 sull'articolo 18. In un rapporto di incomunicabilità, ci sono anche i sarcasmi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA