È indagato il mendicante del video

di Cristina Genesin Resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: ecco i reati contestati a Daniel Vancea, 41 anni, il mendicante di origine romena "bloccato" in Prato della Valle sabato pomeriggio e, ora, al centro di una polemica tra Polizia municipale e alcune associazioni di volontariato. A inserire il nominativo di Vancea nel registro degli indagati, ipotizzando a suo carico i due reati, è stato il procuratore della Repubblica di Padova Matteo Stuccilli che ha avocato a sé l'indagine, parte integrante ormai di una polemica "politica" per i (presunti) metodi (giudicati da alcuni un po' spicci e non proporzionati) nei confronti dell'uomo senza una gamba che chiedeva l'elemosina. Quel pomeriggio un commerciante ambulante, Andrea Saggion, aveva inserito in rete un video, poche sequenze per registrare come gli agenti avessero ammanettato il mendicante, poi messo a terra: quest'ultimo, all'arrivo del terzo agente, aveva lanciato le sue stampelle. La decisione della procura è stata adottata dopo aver ricevuto il rapporto dei vigili urbani che non hanno ancora trasmesso il video sull'accaduto in attesa di verificare quale telecamera della zona possa aver ripreso con chiarezza la scena. Opposte le versioni. Vancea (una moglie e tre figli in Romania, senza una gamba in seguito a un incidente in giovane età e domiciliato nell'asilo notturno del Torresino), aveva raccontato essere stato fermato mentre chiedeva l'elemosina «per comprare la vitamina B1 che in ospedale mi avevano consigliato... Poi sono arrivati i vigili: mi hanno chiesto un documento, gliel'ho dato e mi hanno fatto una multa di 50 euro. Non avevo fatto nulla e non avevo quei soldi, così ho strappato il foglio. Mi hanno preso per un braccio e buttato a terra. Ho sbattuto il ginocchio e la schiena ferendomi con una stampella in testa. Mi hanno ammanettato e tenuto fermo immobile. Tutti mi guardavano come fossi un ladro» ha insistito il clochard. Poi il trasferimento in ospedale e la dimissione. Inevitabile il polverone di polemiche dopo la diffusione del video, tanto più con la trasmissione in procura di un esposto per istigazione a delinquere per sequestro di persona - con l'aggravante di aver agito per motivi etnici e razziali - da parte di sette associazioni (Razzismo Stop, Beati i Costruttori di Pace, Giuristi Democratici, Avvocati di strada, Antigone, Altra Agricoltura e Bio) in seguito a una frase pronunciata dall'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia nei confronti di accattoni, prostitute e venditori abusivi: «L'idea è quella di portarli al comando e di tenerli dentro il più possibile. Questo è un deterrente» aveva dichiarato l'amministratore. Di fronte alla segnalazione, la procura ha pure aperto un'inchiesta, tecnicamente un fascicolo "atti relativi" senza indagati.