Vendute in Borsa azioni di Hera Arriva un milione

Poco meno di un milione di euro. È quanto porterà a casa il Comune dalla vendita dei diritti di opzione sulle azioni di Hera, che ha dato il via ad un aumento di capitale. Il risultato arriva da lontano: dopo l'operazione di fusione tra AcegasAps e Hera, l'Amministrazione di palazzo Moroni era diventata azionista del gruppo bolognese (di cui detiene una partecipazione pari al 5,3%) insieme ad altri municipi. L'assemblea dei Comuni aveva deciso, nei mesi scorsi, di non partecipare all'aumento di capitale che è frutto di un accordo di investimento con il Fondo Strategico Italiano: una scelta che consente di avere liquidità, ma che di diminuisce la percentuale di partecipazioni nella società, seppur in modo infinitesimale. I diritti di opzione, che consentono ai soci esistenti di sottoscrivere prima degli altri l'aumento di capitale, sono stati quindi messi in vendita e a farsi avanti lunedì scorso era stato proprio il Fondo Strategico Italiano che aveva offerto 420 mila euro per acquistare il pacchetto di proprietà del Comune attraverso un'offerta pubblica di acquisto. Palazzo Moroni aveva però cinque giorni di tempo per «sondare il terreno» e valutare le offerte di altri acquirenti: un'operazione che aveva delegato alla Cassa di Risparmio del Veneto con un'apposita delibera firmata dall'assessore alle Partecipazioni Marta Dalla Vecchia. Ieri l'esito delle trattative: il Comune è riuscito a vendere in Borsa gli stessi diritti di opzione a 994 mila euro lordi, che al netto delle imposte diventano 988 mila. Soddisfatto il vicesindaco Ivo Rossi, che vede così entrare liquidità nelle casse di palazzo Moroni. (v.v.)