Il sindaco Gianella spende la metà del suo sfidante

Polverara resta un punto di riferimento nella sostenibilità ambientale ed energetica. Il Comune si è aggiudicato infatti il primo posto nella graduatoria del bando "Alternergy", superando una selezione che ha visto la partecipazione di dieci Comuni padovani, rodigini e veneziani, tutti con popolazione al di sotto dei 10 mila abitanti. Sarà Polverara a beneficiare delle iniziative del progetto europeo, finanziato dal programma comunitario IPA CBC Adriatico e messo in atto da Veneto Agricoltura, partner assieme ad altri 20 enti di otto nazioni dell'area adriatica e da sette regioni italiane. L'obiettivo del progetto è quello di contribuire al conseguimento delle strategie energetiche europee previste per il 2020. (m.ma.) di Elena Livieri wPIOVE DI SACCO Anche le campagne elettorali fanno girare l'economia. Le amministrative di primavera, per eleggere il nuovo inquilino di palazzo Jappelli, hanno messo sul piatto un budget complessivo di circa 35 mila euro. Dai 15 mila spesi dal candidato della Lega nord e civica Forza Piove Andrea Recaldin ai soli 200 euro investiti dalla candidata di Rifondazione comunista Chiara Patrizia Tardivello. In mezzo gli ottomila euro spesi dal candidato del Pd Davide Gianella, che ha ottenuto l'elezione, i 5 mila di Piergiorgio Zampieri con il Pdl, i 2.300 di Carlo Valerio con le due liste civiche e i 1.200 del Movimento cittadini attivi di Maristella Penazzo. Sul sito web del Comune, nella sezione "Amministrazione trasparente" sono pubblicati i resoconti delle spese elettorali sostenute da ciascun candidato. Un elenco, in realtà, non esaustivo, dal momento che corre l'obbligo di pubblicare in questa forma solo i soldi versati direttamente dal partito per la campagna elettorale e non invece gli eventuali servizi resi. A conti fatti la campagna elettorale più costosa è stata quella di Recaldin, che ha ricevuto due finanziamenti da 5 mila euro dalla Lega nord di via Bellerio oltre a 4.260 euro da sostenitori privati: soldi impiegati per la stampa di volantini, manifesti e acquisto dei gadget per la propaganda, spazi pubblicitari, manifestazioni e presentazione delle liste. È stato invece di 8.459 euro il costo della campagna elettorale di Davide Gianella, attuale sindaco: 5.959 euro sono le entrate garantite dal Pd, sommando il contributo di 1.280 euro del Circolo piovese a quanto messo sul piatto dal provinciale e dal regionale. Inoltre un solo contributo privato di 2.500 euro. Quasi 7 mila euro se ne sono andati in pubblicità, manifesti, volantini e gadget, poco più di 600 euro per la distribuzione del materiale e mille euro in manifestazioni. Campagna piuttosto morigerata nei costi per il candidato del Pdl e della lista Corte civica Piergiorgio Zampieri. Risulta che il partito, dalla sede romana di via dell'Umiltà, abbia pagato giusto i 240 euro di spese per l'autenticazione delle firme e il nulla osta per l'uso del simbolo. Zampieri ha messo di tasca sua 2 mila euro, 1.500 contributi di privati e altri 1.500 i candidati consiglieri. Carlo Valerio ha speso complessivamente 2.350 euro, raccolti fra i componenti delle due liste civiche, Maristella Penazzo ha investito 1.155,96 euro, messi insieme con contributi propri e dei suoi candidati consiglieri. Chiude la classifica Chiara Patrizia Tardivello con i 200 euro messi a disposizione per i suoi manifesti elettorali dalla federazione padovana di Rifondazione comunista. Fra le liste collegate ai partiti, hanno dichiarato spese per 2.300 euro l'Idv e per 650 euro la lista Per Corte, entrambe collegate a Gianella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA