«L'acqua sia diritto universale»

La seconda parte del dibattito di "Motore Sanità", organizzato con il patrocinio di Regione Veneto, Parlamento Europeo, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Federsanità Anci, si è concentrata ieri sulla sanità elettronica, per la quale l'Unione europea stanziato oltre 7 miliardi di euro. «La sanità elettronica migliorerà la vita dei cittadini, e ricordiamo che il mercato europeo dell'e-health rappresenta un terzo del mercato mondiale», ha spiegato Amalia Sartori, presidente della commissione industria in Parlamento Europeo. Lorenzo Gubian, responsabile del servizio del sistemo informativo Ssr Veneto, ha spiegato a che punto siamo nella nostra regione: «Il nuovo piano socio sanitario del Veneto, approvato l'anno scorso, ha introdotto il fascicolo sanitario elettronico a supporto dei processi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Ne è nato un accordo quadro tra Regione, Arsenal.it (il consorzio ICT delle aziende sanitarie), e le aziende sanitarie che prevede di implementare il fasciolo di tre anni, grazie a un finanziamento di 12 milioni di euro». Attraverso il fascicolo sanitario elettronico, i pazienti possono consultare on line, quando disponibili, i propri referti. Consultando il referto attraverso questo servizio, si adempie agli obblighi di legge e si è quindi esonerati dal ritiro del referto cartaceo. «Al momento – ha detto Gubian – il progetto si sta occupando della dematerializzazione della ricetta rossa, puntando al passaggio on line della prescrizione da ambulatorio a farmacia, con il ritorno automatico del referto al medico». (s.z.) VENEZIA Per produrre un foglio di carta sono necessari 13 litri d'acqua, per una pizza margherita ce ne vogliono 1,216, per un paio di scarpe 8,547 e per un chilo di carne di manzo 15,415. Sono alcuni dei dati emersi ieri nel corso della terza ed ultima audizione sul tema dell'acqua, promossa dal Consiglio regionale, dalla Giunta e dall'Unione veneta delle Bonifiche, tenutasi a Verona. Tre appuntamenti organizzati per acquisire elementi di consapevolezza e conoscenza utili a definire delle politiche regionali capaci di affrontare in modo nuovo uno dei temi più sensibili con il pianeta dovrà fare i conti nei prossimi anni. L'audizione di ieri verteva sul tema «Acque e politiche regionali». Il prof. Riccardo Petrella, dell'Istituto Europeo di Ricerca sulla politica dell'acqua, ha presentato il terzo dossier «Acqua e Veneto». I lavori sono stati presieduti dal vicepresidente del Consiglio, Franco Bonfante e ha visto gli interventi dei consiglieri Roberto Fasoli, Pietrangelo Pettenò e di Nicola Finco, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Nell'aprire l'incontro Bonfante ha sottolineato che «l'acqua diritto universale sembrerebbe un concetto scontato, ma invece tanto scontato non è. Tant'è che attorno a questa risorsa si stanno concentrando sempre più interessi economici con logiche di sfruttamento». Nel presentare il suo dossier, Petrella ha detto che la politica dell'acqua non deve partire dall'acqua, ma da una politica che esprima le grandi scelte che si intendono fare sull'uso della risorsa idrica, intesa come bene comune e servizio sociale e come mezzo per costruire le comunità e il loro vivere insieme. «Una politica - ha precisato - che deve avere una logica di demonetizzazione dell'acqua, che le multiutility quotate in borsa non possono garantire, perché queste si muovono in uno scenario che è un percorso di scelte senza alternative per i più a vantaggio di pochi».