«Fuori amnistia i reati finanziari»

di Albino Salmaso wPADOVA Ministro Cancellieri, la proposta dell'amnistia è al centro del dibattito politico. Lei ha anche aggiunto che non deve servire a salvare Berlusconi. Ora che ne pensa? «Ripeto che il Parlamento è sovrano e farà le sue scelte, io non posso che auspicare che il messaggio del capo dello Stato venga accolto in tutti i suoi aspetti. Ho poi aggiunto sulla base delle precedenti esperienze che i reati finanziari non sono mai stati considerati materia di indulto e amnistia». A parere del ministro Quagliariello non si può però approvare l'amnistia ed escludere solo Berlusconi, in ogni caso serve una maggioranza di due terzi in Parlamento: ci sono queste condizioni? «Io non ho la sfera di cristallo, non so che consenso abbia la proposta. Il ministro Quagliariello ha fatto un discorso di grande correttezza. Non possiamo pensare a dei provvedimenti pro o contro, ma ad una legge che serve alla popolazione carceraria e che sia voluta dal Parlamento. Non mi dilungo oltre perché poi dicono che io voglio togliere potere alle Camere. Lasciate che il Parlamento faccia. Io, da parte mia, mi preparo per quando mi chiederanno un parere. Perché, naturalmente, non è che noi non esistiamo, abbiamo ancora una funzione, ogni tanto». Ministro, il braccialetto elettronico che fine ha fatto? «So che è stato messo nella legge antistalking, dipende solo dalla volontà del magistrato ordinarne l'utilizzo». E le carceri nuove? «Le stiamo costruendo: entro il 2015 avremo 10 mila nuovi posti. Non ci fermeremo». Per affrontare l'emergenza c'è chi pensa, come il sindaco di Verona Tosi, di utilizzare anche le caserme dismesse: lei che ne pensa? «Ci stiamo lavorando. C'è un progetto approvato per utilizzare una caserma a San Vito al Tagliamento, nel Pordenonese, che verrà riutilizzata come carcere. Una soluzione che ci comporta esattamente il dimezzamento della spesa, il netto risparmio almeno del 50%. Il nuovo? Non saranno altre costruzioni, a meno che non siano ampliamenti di padiglioni interni alle carceri, ma utilizzo dei beni demaniali pubblici perché è un modo per non costruire oltre l'esistente spendendo sicuramente meno. Faremo il punto della situazione fra un anno per vedere che cos'altro si può fare». Ministro, come valuta il carcere di Padova? «Bellissimo, mi ha fatto un immenso piacere vedere il carcere di Padova tenuto molto bene: è un modello per l'Italia. Ha una capacità di lavoro straordinaria e ciò mi ha consolato, Padova deve essere orgogliosa: spero che si possa esportare in tutt'Italia questa esperienza». La chiusura del tribunale di Bassano è ancora una ferita aperta. «Esiste una commissione che sta valutando l'effetto della riforma, poi si vedrà se le scelte sono state giuste. Bassano ha avuto la possibilità di restare ancora in vita, anche se con funzioni dimezzate». ©RIPRODUZIONE RISERVATA