Ruffato: basta case? Zaia lancia slogan, la realtà è un'altra

VENEZIA «È facile lanciare messaggi, ma bisogna ricordare che la cementificazione è frutto di una politica che hanno accettato tutti, senza differenza di partito». Il presidente del consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato commenta così l'uscita «basta case, basta cemento» del presidente della Regione Luca Zaia. E prosegue: «Sono d'accordo che non bisogna sprecare terreno, ma più che smettere bisogna pensare come costruire. Ci sono aree industriali obsolete dove non si pianta il mais». Ieri, a Palazzo Ferro Fini, Ruffato ha dato ampia voce al suo spirito ribelle che non accetta ordini da nessuno, soprattutto da Roma. Nel corso di una conferenza stampa sul bilancio del consiglio regionale a metà mandato, il pidiellino ha ribadito la sua insofferenza sulla questione Province: «Bisognerebbe eliminarle per riorganizzare le Regioni sul modello del federalismo tedesco. È ora che paghi chi ha scialacquato». Non si risparmia neppure sui vantaggi per lui ingiustificati delle Regioni a statuto speciale, proponendo il Triveneto come un'unica Regione, a questo punto anche lei a statuto speciale. Ma ora che si fa? «Difficile fare una spartizione basata sui confini, bisogna sentire i rappresentanti dei Comuni, punto in programma nei prossimi giorni». Altra spada di Damocle è il piano socio sanitario che non ha convinto il Ministero della Sanità tanto che soltanto domani si saprà se verrà impugnato dalla Corte Costituzionale o meno. Giunta e Consiglio in opposizione, ma non si tratta di una rottura tra Pdl e Lega. «L'amore - sintetizza - non è bello se non è litigarello». A metà settembre la prova del nove. Come vuole la prassi si saprà se verrà confermato o meno l'Ufficio di presidenza: «Se non ci sarà unanimità sulla prosecuzione sarò io il primo a chiedere un rinnovo», afferma sottolineando di essere stato scelto per la carica in corso e non di essersi proposto. Non manca un accenno alla Torre di Pierre Cardin. Ruffato è abbastanza sicuro che passerà il giudizio dell'Enac il cui responso sulla deroga (250 metri contro i 145 previsti) sarà noto la prossima settimana. «Bisogna sempre migliorare - è il suo pensiero sull'attività del Consiglio - ma il bilancio mostra un salto di qualità: 127 sedute, 400 riunioni di commissione, 82 leggi approvate di cui 36 negli ultimi sei mesi, un indice di produttività che batte il Parlamento nazionale». Vera Mantengoli