Contro la Casta 4.700 firme

Il richiamo del referendum anti-casta è stato potente. Migliaia di padovani hanno firmato i moduli approntati in Comune dal comitato Unione Popolare per il referendum abrogativo dell'articolo 2 della legge 1261 del 1965 che sancisce la corresponsione della diaria parlamentare per i soggiorni a Roma. Nonostante i dubbi emersi con il passare dei giorni sull'applicabilità del referendum, molti cittadini hanno siglato i moduli arrivati a palazzo Moroni a metà luglio. Una processione dopo che nelle prime settimane i moduli non erano stati recapitati agli uffici comunali. In pochi giorni – il referendum chiudeva il 26 luglio – si sono raccolte 3.600 firme che sono state validate dall'Amministrazione. A queste si aggiungono i 600 padovani che hanno votato in un'altra città per i quali è stato necessaria la "controprova" da parte del Comune di residenza. Secondo il comitato referendario le firme raccolte sono più di un milione (per la precisione 1.305.639 firmatari). Poi si sommano le adesioni raccolte dal Comitato del Sole: si tratta di due comitati referendari distinti nonostante i quesiti sembrino pressoché identici, almeno in apparenza. Ma, mentre il referendum dell'Unione Popolare insiste su un solo punto della legge in questione, il Comitato del Sole punta all'abrogazione di tutte le voci. Questa impostazione ha però convinto meno i padovani: le firme raccolte sono solo 550 ma non è detto che si concluda qui. «Circa due settimane fa abbiamo fermato le adesioni» spiega la portavoce Felicia Denisi, «perché se le avessimo semplicemente ritirate non avremmo potuto ripresentarci. Invece in questo modo ad ottobre possiamo riaprire la raccolta firme e continuare con il nostro obiettivo». (v.v.)