E adesso tra i tifosi si parla di azionariato popolare finalizzato a far crescere il Padova come società capace di avere anche uno stadio di proprietà. E' un tema suggestivo. Tramite l'azionariato popolare, si ottiene una capillare diffusione della proprietà delle quote.Coinvolgendo un corposo numero di soggetti nelle sorti dell'impresa, l'azionariato ha la capacità di favorire maggiore stabilità. La pratica dell'azionariato popolare è diffusa in Spagna: l'esempio più noto è il Barcellona. Ma anche l'Osasuna, squadra di Pamplona, città che conta meno di 200 mila abitanti, quindi simile a Padova. PADOVA Correnti induttive o vaganti esterne all'impianto. Eccole le colpevoli. Sabato pomeriggio, intorno alle 18, allorchè sono stati accesi i riflettori dell'Euganeo, queste correnti manigolde hanno fatto scattare, ai fini della sicurezza, l'interruttore generale dello stadio Euganeo. Il vicesindaco Ivo Rossi (Pd) anticipa la diagnosi che oggi sarà ufficializzata nella perizia giurata e asseverata richiesta congiuntamente dal Comune e dal Padova Calcio.Prima, però, che si diffondano leggende metropolitane, ci pensa l'assessore comunale all'Ambiente Alessandro Zan (Sel). «Da sabato – argomenta Zan – sono stato in stretto contatto con Sinergie Spa, la società controllata da Acegas-Aps. Orbene, innanzitutto va detto che i pannelli del fotovoltaico, che sono stati installati sulle pensiline dei parcheggi dello stadio, funzionano con il sole e quindi non all'imbrunire, In secondo luogo l'energia elettrica prodotta nei parcheggi dello stadio non alimenta i riflettori dell'Euganeo, ma il tram e alcuni edifici pubblici. Lo stadio viene illuminato soltanto dall'Enel». Marco Marin, olimpionico della scaibola e consigiiere comunale del Pdl, affronta la questione, prima di tutto, dal lato sportivo. «Dico subito un no chiarissimo – afferma Marin – allo 0-3 a tavolino. Siccome un po' di sport l'ho fatto anch'io credo sarebbe un brutto segnale per i giovani se la vittoria venisse data al Torino. La partita si è giocata e il Padova la stava conducendo meritatamente. Quanto al blackout, credo che le responsabilità vadano immediatamente individuate. Il problema, in ogni caso, va risolto e tocca al Comune dare risposte. L'amministrazione si deve attivare, non può limitarsi a dire "io non c'entro". Il Calcio Padova è andato a chiedere di sistemare le curve, avvicinandole. Una risposta chiara va data, la giunta dev'essere vicina alla società». Il vicepresidente della Provincia, Roberto Marcato (Lega Nord), si augura che «quella che è capitata all'Euganeo sia veramente una casualità, assolutamente imprevedibile. Altrimenti bisognerebbe pensare che una società di primo piano come il Padova sia in balia degli eventi. In ogni caso, più che imbarcarsi in opere faraoniche, credo che il Comune debba rimboccarsi le maniche» . Maurizio Saia, senatore di Coesione Nazionale, sabato pomeriggio era allo stadio. «Ero a tre metri da Rossi – puntualizza Saia – e mi sono girato verso il vicesindaco. Non posso prendermela con il fotovoltaico: ce l'ho a casa sopra il tetto. Sabato ho ricevuto decine di sfottò, via sms, dagli amici che si erano messi a ridere leggendo la notizia di Padova. Vedo che l'Enel ha declinato ogni responsabilità e così pure il Comune. Io credo che Zanonato debba prendere in mano la situazione stadio. Figuracce di questo genere non ce le possiamo davvero permettere». Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella, punta il dito: «E ci vogliono pure mettere il nuovo ospedale vicino allo stadio? Io ritengo che il Comune sia tenuto ad aprire un tavolo di confronto con il Padova Calcio per sistemare definitvamente lo stadio Euganeo. A Cittadella siamo molto attenti alla manutenzione. Da noi la luce c'è sempre». Claudio Baccarin