«Padova nobile decaduta, ostaggio degli amici di Flavio»

di Ernesto Milanesi (Ri)fare Padova ha debuttato ieri mattina in sala Anziani di palazzo Moroni con il convegno introdotto da Stefano Grigoletto. Hanno tratteggiato il futuro del centrodestra il senatore Andrea Augello, la vicepresidente del parlamento europeo Roberta Angelini e il coordinatore regionale Pdl Alberto Giorgetti. «E' l'associazione che mira a ricostruire un metodo di lavoro politico che, in umiltà, offra un percorso in grado di ricostruire in città un centrodestra vincente. Insomma, al posto della politica mediatica e virtuale dei partiti disintegrati un progetto vero di ampio respiro per la maggioranza dei padovani» afferma Maurizio Saia, senatore di Coesione Nazionale, promotore dell'iniziativa. Un'altra tessera del mosaico del Pdl che va a congresso? «Non sono iscritto al Pdl. Anzi, non ho più tessere di partito. Faccio il "tifo" per un congresso vero a Padova. Non per le sterili polemiche personali che allontanano la gente dalla politica. Guardo alla prospettiva, imparo da amici come Augello che a Roma conta su 34 mila persone. Del resto, sono disorientato e pellegrino come l'elettore medio del centrodestra». Senatore, punta alle prossime Comunali? «Padova assomiglia ad una vecchia signora nobile decaduta. La giunta Zanonato è ostaggio dei gruppi di potere e ha finito per spegnere anche i sogni. Bisogna lavorare per costruire un'alternativa al fallimento del centrosinistra». Nel 2009 avete perso al ballottaggio… «Già allora fu la degna rappresentazione della morte dei partiti. Ne abbiamo ucciso due, Fi e An, senza che sia mai davvero nato il Pdl. Così ci siamo preclusi la vittoria perfino nella fase migliore del centrodestra: i nostri elettori hanno sancito che Marin era il candidato sbagliato. E non è una questione personale come Marco del resto ben sa…» E in questi due anni a palazzo Moroni un'opposizione evanescente, giusto? «Ho fatto il consigliere comunale per 20 anni e ho militato per 37 nella destra. Ad Abano quando intervenivo in aula, gli altri uscivano. Conservo ancora la pagina del Giornale di Montanelli che raccontava il raddoppio dei consensi al Msi alle Terme. E ricordo come dal 1995 abbiamo saputo costruire insieme il trionfo nelle Comunali 1999». Un riferimento che stride con l'attualità? «Allora i partiti erano quattro (Fi, An, Ccd e Cdu) ma facemmo un'opposizione spietata. Ogni settimana una conferenza stampa, tutti insieme. Abbiamo fatto con molto più stile e attenzione alla sostanza la stessa guerra che Zanonato & C fece a noi nei cinque anni della giunta Destro». E' così che volete rifare Padova? «La città non merita di spegnersi né di essere ostaggio degli amici del sindaco. Zanonato ha fallito perfino come "manutentore". Ed è arrivato al punto di umiliare i dipendenti comunali». Senatore Saia, da vero «sceriffo» rispolvera il vecchio cavallo di battaglia? «Entro Natale da palazzo Madama uscirà la nuova legge sulla sicurezza urbana e la polizia municipale. Da dieci anni me ne occupo. Oggi il vicepresidente dell'Anci con delega alla sicurezza affida le telecamere a Telerete, inutile intermediaria. A Padova funzionano peggio che altrove e costano ben di più». ©RIPRODUZIONE RISERVATA