Ecco "L'inceneritore"

Girato a Padova nel 1982, apparso nel 1984 alla Mostra di Venezia, mai visto dal pubblico in sala. È il destino de «L'inceneritore» il film fantasma di Pier Francesco Boscaro Dagli Ambrosi, regista padovano (residente a Camin dove viveva pure Walter Santesso, il 'paparazzo" di Fellini, per cui Boscaro girò i primi 'corti") di cui generazioni di cinefili padovani hanno sentito parlare come di un mito sfuggente. Una lunga sequela di ostacoli ne hanno occultato le copie esistenti per quasi trent'anni. Almeno sino ad oggi. Stasera alle 19 il regista (a sinistra nella foto d'epoca con le attrici del film Alessandra Delli Colli e Ida Di Benedetto) e il produttore Bruno Sanguin hanno organizzato una proiezione riservata - per ora - ad addetti ai lavori nel municipio di Cadoneghe. Assieme al film che sborda le due ore, anche il video di 20 minuti sulla protesta che Boscaro inscenò al Colosseo contro la mancata distribuzione del film. Di cui si hanno solo i commenti favorevoli dei critici di Venezia nel 1984. Si cerca qualcuno disposto a far circolare la pellicola che nella sua trama gotica anticipa le attuali 'scene" di Napoli: Boscaro riempi piazze e set cittadini di sacchetti neri di spazzatura. Il film (protagonista Flavio Bucci) è pure una macchina del tempo: la città si fermò e a Boscaro furono messi a disposizioni i set migliori. Addirittura l'interno della basilica del Santo. Oltre a quelli dell'Ospedale, Pedrocchi, il Prato e le piazze del centro e, ovviamente, l'inceneritore. Impensabile oggi. La produzione era nell'area ex Snia Viscosa (oggi Giardino di Cristallo e piazza Zanellato). C'erano poi 453 comparse giovani, gente ora sui 40/50 anni rimaste con la curiosità di vedersi sullo schermo. Sale di cinema cercansi. (f.z.)