Assistenza ai malati, business in nero


PADOVA. Assistenza ai malati a pagamento (spesso rigorosamente in nero) sotto l'egida dell'Azienda ospedaliera. Nel mirino la lista di operatori (agenzie e privati) accreditati, voluta dalla direzione dell'Asl per regolamentare il comparto, diventata invece oggetto di una denuncia.
Segnalazione consegnata alla Guardia di Finanza di Padova e all'ispettorato provinciale del lavoro più di un anno fa e che finora non ha prodotto nulla se non un'ispezione dell'ente (l'esito della quale non si conosce). Eppure, fra gli operatori inseriti nella lista, di «furbetti» ce ne sono eccome. Proprio per questo motivo, con l'acuirsi della crisi economica, gli attriti si sono ingigantiti (dato che nessuno vuole rinunciare a una fetta di questo business milionario) ed è scoppiato il caso. Non senza polemiche, visto che ne approfittano tutti: infermieri in pensione, amici degli amici, disoccupati, badanti licenziate, casalinghe.
E il malumore è forte anche perché scoprire che qualcosa non funziona in quella lista - che le caposala (su delega dell'Urp dell'azienda ospedaliera) consegnano ai familiari o ai pazienti che hanno bisogno di assistenza ospedaliera - è molto semplice. Si tratta di quattro fogli A4 zeppi di nominativi (una cooperativa, due società e un centinaio di liberti professionisti, quasi tutte donne) con relativo numero di telefono. Basta chiamare alcune persone a caso nella lista e chiedere se per le prestazioni emettono fattura per sentirsi rispondere che aprire la partita Iva non è conveniente o che vogliono solo soldi in contanti. Le prestazioni vanno dagli 8 ai 10 euro all'ora per minimo dieci ore per notte. L'azienda ospedaliera - va detto - non è tenuta a controllare. Ma dal momento che la lista è redatta dall'Urp sarebbe il caso di mettere un po' d'ordine.
A rimetterci, in questo caso, sono le aziende e le cooperative e le operatici con partita Iva, tagliate fuori per questione di costi (l'Iva è al 20 per cento). Ma anche i pazienti che per risparmiare mettono i loro cari (già gravati dal fatto di essere ricoverati) in mano a persone qualificate solo sulla carta.
«In questi ultimi anni la nostra attività si è ridotta al lumicino - conferma Mario Bortoliero della Privata Assistenza - noi prendiamo 9,30 euro più Iva nei giorni feriali e 9,80 nei festivi. Va da sé che non possiamo reggere la concorrenza di chi offre lo stesso servizio in nero». «Una lista fatta in questo modo serve a poco - aggiungono dalla Medisan Assistance - concorrenza sleale? Preferiamo non commentare. Diciamo solo che da quando c'è questo elenco agenzie e cooperative sono tagliate fuori».

Paolo Baron