Pagamento non dovuto

Ricevo per assoluta casualità una raccomandata speditami da Equitalia Polis spa ad un indirizzo presso il quale non abito più dal 30 aprile 2009. In questa raccomandata mi si chiede il pagamento della tassa Tia. di un appartamento di cui ero affittuario in via Redipuglia 17 e presso il quale non abito e non risiedo in quanto trasferitomi in via Armistizio 61. All'atto del trasferimento mi sono recato presso gli uffici dell'Aps a fine di ottenere l'erogazione di acqua, gas e trasporto rifiuti presso il nuovo indirizzo dichiarando il mio trasferimento e la cessazione dell'utilizzo dell'appartamento al vecchio indirizzo. L'impiegata che ha gestito le mie pratiche mi ha garantito che era tutto a posto e null'altro sarebbe stato necessario. Ora mi viene richiesto il pagamento di una fattura Tia che non è di mia competenza emessa il 10 luglio 2009 e scaduta il 7 settembre 2009 per un importo di euro 43.67. La richiesta di Equitalia è, ovviamente, condita delle dovute minacce di riscossione coattiva con aggravio di oneri, fermo amministrativo di autoveicoli, pignoramenti presso terzi e pignoramento mobiliare ed immobiliare.
Chiamo per spiegazioni il numero 04920111 di Aps al quale risponde «Manuela» la quale dice che a lei risulta ancora attiva a mio nome l'utenza di via Redipuglia. La Manuela dell'Aps mi invita a fornire la mia ultima bolletta dell'Enel di via Redipuglia per dimostrare che non abito più presso quell'indirizzo. Conclusioni: 1) Ho perso 1 ora del mio tempo per ritirare una raccomandata che mi è stata spedita ad un indirizzo errato da Equitalia Polis Spa; 2) ho perso 1/2 ora per avere spiegazioni da Aps e scrivere questa mail; 3) mi viene chiesto di perdere almeno un paio di ore per recarmi agli uffici Aps a spiegare quanto sono inetti e non ho nessuna intenzione di farlo. Di tempo ne ho perso abbastanza. Pertanto l'ultima bolletta Enel la trasmetto via mail, non spenderò tempo e denaro per raccomandate e credo che sarà meglio vi facciate bastare tutto ciò perché da questa posizione non mi muovo se non per andare davanti al giudice di pace accompagnato dal mio legale ed ottenere il ristoro di spese e tempo.

Riccardo Lentini / Padova