Don Armando ha lasciato subito la parrocchia


DUE CARRARE.Ha lasciato la canonica nel massimo riserbo, aiutato da alcuni sacerdoti e parrocchiani della comunità di Santo Stefano, don Armando Rizzioli. La richiesta ufficiale avanzata dalla Diocesi affinché il settantunenne parroco si allontanasse per qualche tempo, è stata immediatamente accolta dall'anziano prete. Che dall'altro ieri pomeriggio si è reso praticamente introvabile. Una scelta obbligata la sua, dopo il patteggiamento a 8 anni di reclusione per corruzione di minore e atti osceni in luogo pubblico. Don Armando era stato infatti denunciato ai carabinieri di un paesino lungo il litorale del lago di Garda per essersi aggirato in spiaggia con un perizoma e aver compiuto azioni di auto-erotismo di fronte a un bimbo di nove anni. Accuse pesanti che hanno trovato in qualche modo una conferma nella scelta del parroco di patteggiare. Anche ieri quindi la canonica è rimasta chiusa tutto il giorno, mentre il telefono squillava a vuoto. Nel frattempo tutte le funzioni sono celebrate da don Giovanni Scarabello, un sacerdote sessantenne che non avendo sede è disponibile a supplire la mancanza del parroco finchè la Curia non deciderà cosa fare. Stando alle testimonianze dei fedeli, comunque, don Armando non sarebbe stato lasciato solo. In particolare dalla vicina comunità di San Giorgio, che sorge a pochi metri dall'antica Abbazia di Santo Stefano. Per tutta la giornata di ieri il parroco, don Vittorino, si è reso indisponibile per impegni di lavoro. Al suo posto, alcuni rappresentanti della vicina parrocchia hanno comunque chiesto rispetto per la vicenda umana di don Armando. Che, stando ad alcune voci, dovrebbe essere ospitato in qualche casa a Due Carrare. «Lo abbiamo visto - ha raccontato una signora - non si rende ancora conto di quanto è successo. Anche il nostro parroco gli sta dando una mano insieme ad alcune persone. E' un uomo molto malato e anziano, una persona semplice che va rispettata e aiutata. Non ci risulta che abbia lasciato il paese, probabilmente è ospitato da qualche persona di cuore». Neppure il sindaco Sergio Vason è riuscito nell'intento di raggiungere l'anziano parroco. Tutti condividono invece la scelta del vescovo. «In questo modo - ha commentato un uomo di Santo Stefano - la Curia ha fatto un bene al parroco che cosi viene tutelato e anche a tutta la comunità che non viene divisa. Io l'ho sempre contestato, però nonostante tutto non è tipo da fare certe cose». Più duro l'ex sindaco Egidio Bergamasco che già da tempo aveva deciso di praticare a San Giorgio. «E' sempre stato una sorta di Savonarola e questa cosa ha solo fatto traboccare il vaso perché già tanti fedeli avevano cambiato parrocchia. La scelta del vescovo è correttissima perché patteggiare significa ammettere la colpa e quindi il reato. E poiché chi ha un ruolo istituzionale o religioso deve anche dare l'esempio, è giusto averlo rimosso. Speriamo che da qui in poi questo serva a riportare i fedeli nell'abbazia», ha concluso.

Irene Zaino