Non diffamò Gentilini e la Lega Nord

Assolto, con riqualificazione del capo d'imputazione in diffamazione (non a mezzo stampa) nei confronti della Liga Veneta-Liga Nord Padania e dello «sceriffo» di Treviso leghista Giancarlo Gentilini (76 anni), l'ex fotografo delle campagne pubblicitarie della Benetton Oliviero Toscani, 63 anni, difeso dall'avvocato Pier Matteo Lucibello del foro di Firenze.
Il giudice del tribunale Mariella Fino ha dichiarato non punibile l'imputato per avere agito in stato d'ira determinato da fatto ingiusto altrui.
Il giudice ha preso a riferimento l'articolo 599 (secondo comma) del codice penale che prevede la discriminazione della provocazione, pur avendo Toscani tacciato Gentilini di «enzima diarroico» e rimato lo slogan «Gentilini come Ridolini».
Ma lo «sceriffo» (all'epoca sindaco di Treviso) aveva dal canto suo offeso Toscani, all'epoca impegnato a ribadire il valore della differenza contro l'emarginazione. Con una arringa ben articolata e astuta, il difensore del noto fotografo di tante campagne pubblicitarie choccanti nell'immagine ma dai messaggi pregnanti sul piano dei contenuti, ne ha spiegato il significato politico.
«Toscani vive da 30 anni in Toscana, vicino a Livorno, dove la parola «diarrea» viene sostituita con il più icastico e colorito termine «corpo sciolto», un modo di dire toscano molto diffuso da quelle parti. E «compagnia del corpo sciolto» viene usata per descrivere un gruppo, un sodalizio o un partito politico dalle idee confuse...» puntualizza Lucibello, pronto a ribadire come Toscani abbia «scelto l'arma della satira politica che esula dagli schemi abituali della critica». Una satira spesa «con la stessa moneta usata da Gentilini ma non rivolta a lui come persona bensi nella sua veste pubblica».
La storia con protagonisti Toscani e Gentilini risale al febbraio 2000, quando il fotografo rilasciò alcune polemiche interviste sul gemellaggio della Marca con Heider, allora governatore della Carinzia.
Nel mirino, Gentilini: «E' solo stupido». Ma anche: «E' diventato sindaco perché era il momento della Lega ossia della diarrea mentale. E Gentilini appartiene agli enzimi diarroici». Ed anche: «E' di una provincialità schifosa, da film comico. Se uno cosi bruciasse, gli farei pipi sopra».
A quel punto Gentilini si senti diffamato, insieme alla Lega Nord. E replicò con «i Toscani io me li fumo e tutto finisce in cenere», ottenendo l'altrettanto caustica risposta del rivale: «Vuol dire che Gentilini morirà di cancro ai polmoni».
Costituitisi parti civili con l'avvocato Massimo Zampese del foro di Bassano, Gentili e Liga Veneta-Lega Nord avevano sollecitato un ristoro risarcitorio cosi distribuito: 100 mila euro per lo «sceriffo» e un milione di euro per le due Lighe.
Non beccheranno un quattrino. (e.b.)