E' morto Vassallo, imprenditore televisivo

«Voleva assolutamente vivere». L'hanno affermato i cardiochirurghi del Centro Gallucci, due anni fa, di fronte a un vero e proprio miracolo. L'ha ripetuto la figlia Patrizia Vassallo all'indomani della morte del padre Andrea, avvenuta domenica sera. Una morte repentina, improvvisa, che ha reso ancor più incredibile la storia della guarigione di una colonna portante dell'imprenditoria padovana. 62 anni, Vassallo si è spento nella sua casa, sotto agli occhi della moglie Graziella, che nulla ha potuto fare per salvarlo. Fondatore di Tele Europa, Radio Europa e Telecittà, Vassallo è stato il creatore del Centro Giotto. Commercialista e imprenditore, attualmente collaborava con lo studio Endrizzi di Vigonza. «Aveva idee di grande respiro per Padova - racconta la figlia Patrizia -, sognava di realizzare quelle opere di cui in città si sente il bisogno per diventare un punto di riferimento».
Ma la storia di Andrea Vassallo è soprattutto nella sua battaglia per vivere. Una storia di speranza e di tenacia, che l'ha visto lottare per la propria vita, e che rende ancor più dolorosa la sua morte. «Due anni fa aveva avuto un piccolo infarto - narra la figlia -, da cui era uscito tutto sommato bene, anche se doveva sottoporsi a un'operazione per l'inserimento di due by-pass. Durante l'intervento, accade l'imprevisto: arresto cardiocircolatorio. Era praticamente morto. Il professor Gino Gerosa, sconfortato, esce dalla sala operatoria e ci dà la triste notizia. Mio padre passa i successivi quattro mesi in coma, in condizioni disperate. Poi il risveglio. Domenica ha trascorso la giornata in famiglia. La sera era a casa con mamma, lui ha detto 'mi sento male", e si è accasciato».
Un lutto che ha sconvolto la moglie Graziella e i figli Patrizia e Victor, che per lui ha avuto le parole più belle che un figlio possa dire del genitore: «Spero, un giorno, di diventare come lui. E' stato il mio amico e il mio punto di riferimento in tutto». Stamattina alle 10.45 si terranno le esequie alla Guizza.
(Cristina Chinello)