Il caso Pilotto scuote Tombolo «Siamo garantisti, non collusi»


TOMBOLO. «Non bisogna calcare la mano, c'è una famiglia che soffre». L'appello alla pietas giunge dal pulpito di Tombolo ma i timori del parroco sembrano eccessivi. Finora, neppure un capello è stato torto a Ivo Antonino Pilotto nonostante l'entità della truffa contestata.
Almeno 4,5 i milioni di euro sottratti all'Unione Europea - secondo i giudici di Verona - mentre il commerciante di carni (e di molto altro) starebbe negoziando le condizioni del rientro: qualcuno scommette che vuoterà il sacco evitando cosi il fastidio del soggiorno in cella già risparmiato al figlio Matteo, a sua volta uccel di bosco.
Numerosi lettori hanno contestato l'articolo apparso domenica - «Tombolo assolve Pilotto: cosi fan tutti» - obiettando che non è corretto attribuire all'intera comunità un atteggiamento compiacente. Giustissimo. Se questa è l'impressione suscitata recitiamo il mea culpa. Eppure, il piccolo ma paziente sondaggio svolto nei luoghi della socialità paesana - bar e osterie, certo - non ha raccolto una sola voce di condanna. Non già verso i Pilotto (innocenti fino a prova contraria) ma nei confronti degli artefici, chiunque essi siano, di un'associazione per delinquere che ha carpito fondi comunitari. L'impressione è che agli occhi di molti appropriarsi di denaro pubblico sia atto meno grave che rubare un'autoradio o consumare uno scippo: una furbata più che un reato «vero», meritevole al più della condanna a restituire la somma, senza tassi d'interesse, si capisce.
«Personalmente, questa vicenda mi ha sconvolto» commenta Angelo Berno, sindaco per nove anni e ora consigliere provinciale azzurro «Quella del piccolo eldorado è una leggenda da sfatare, quando sono entrato in municipio ho trovato un paese arretrato di trent'anni rispetto al resto dell'Alta. E' ingenuo pensare che qui tutti sguazzino nell'oro. Ci sono Ennio Doris e Renato Andretta, si, ma la maggior parte dei tombolani vive di stipendio e, aldilà di qualche piccola e media impresa, l'import-export del bestiame è concentrato in poche mani. Pilotto? Un uomo instancabile, di forte personalità, capace anche di gesti d'arroganza: ricordo quando piombava nel mio ufficio sbattendo i pugni... Vorrei dire che non siamo dei collusi, chi ha sbagliato ne risponderà, io non auguro il carcere a nessuno ma neppure mi sento di avallare comportamenti illeciti».
Un passo indietro. Se il banchiere di Mediolanum è personaggio noto, meno conosciuto forse è il cavalier Andretta. Proprietario della Sibec, società che commercia bistecche in mezzo mondo, la vox populi gli attribuisce la proprietà di un migliaio di appartamenti nella sola Varsavia. Fantasie? Certo è che, ai tempi del colonnello Jaruzelski, garanti personalmente la solvibilità dello Stato polacco - impegnato nell'acquisto di carne di maiale dalla Germania - attraverso una triangolazione di macchinari industriali. Ciò gli è valso, aldilà dei profitti non proprio trascurabili, una foto-ricordo accanto a Giovanni Paolo II e al premier comunista.

Filippo Tosatto